RADIO MONITOR: un anno complesso, un mezzo che perde, i trend da considerare

di Claudio Astorri

Claudio Astorri
Claudio Astorri

Sono state pubblicate le cosiddette “anticipazioni” dei dati di RADIO MONITOR 2014. Purtroppo e prima dell’analisi delle singole emittenti occorre soffermarsi sui dati generali del mezzo che, è da affermarsi con chiarezza, non sono buoni. C’è una perdita complessiva di posizioni sia nell’ascolto settimanale che in quello del giorno medio, senza escludere i quarti d’ora.

Gli ascoltatori nel giorno medio del mezzo erano 34.853.000 nel 2013 e sono 34.314.00 nel 2014, dunque registriamo una perdita di 539.0000, pari all’1,55 %. Il trend è in fase peggiorativa; se paragoniamo in modo omogeneo i secondi semestri degli ultimi 2 anni la differenza in valore assoluto sale a 583.000 ascoltatori persi nel giorno medio.

Al momento non sono ancora disponibili i dati generali del mezzo suddivisi per target di età che probabilmente sono i più interessanti; gli unici dati disponibili sono quelli dell’ascolto per Regione. Non si ravvisano perdite significative nelle differenti Aree Nielsen tali da sottolineare una individuazione territoriale della caduta nell’ascolto del giorno medio.

Ci sono in verità solo 2 regioni anomale, la Liguria e la Calabria, in cui il trend negativo nella comparazione dei secondi semestri degli ultimi 2 anni porta a vedere quasi un dato a 2 cifre. In valore assoluto poi impressiona non poco osservare la Lombardia, che certo ha la più vasta base demografica, perdere ben 168.000 ascoltatori nel giorno medio del mezzo in un solo anno.

Che cosa sta succedendo? Al momento si possono solo lanciare ipotesi tracciate dalla rilevazione dei trend e segnalo in tal senso 2 percorsi di analisi, certamente da approfondire.

1) I GIOVANI-GIOVANI, in particolare tra i 14 e i 24 anni.

Finora la loro quota del giorno medio dell’ascolto generale del mezzo ha sorprendentemente tenuto mentre in modo preoccupante si è registrata una compressione progressiva dei quarti d’ora. Potrebbe essere arrivato un primo “conto” di una nuova fase. Dopo la riduzione significativa dei tempi di ascolto (prima fase) potremmo essere passati alla riduzione di ascoltatori (seconda fase).

2) GLI ADULTI-ADULTI, in particolare oltre i 55 anni.

RADIO RAI perde continuamente e questo non fa per niente bene all’intero mezzo. Purtroppo non perde solo ascolti ma anche del gran fatturato pubblicitario e ciò aggiunge preoccupazione. Abbiamo tutti bisogno di una RAI non solo creativa e intelligente ma anche efficace e ben presente; appare indispensabile una definizione più accurata delle sue stazioni e delle loro coerenze.

Il cambio di target e il suo abbassamento anche a fini di apertura e di innovazione rispetto al tradizionale over 55 di RADIO RAI può purtroppo anche avere come conseguenza la perdita di ascoltatori del mezzo.

C’è da constatare sul segmento in questione poi un elemento che giunge da una ricerca dell’AGCOM. La radio in Italia è un mezzo che viene ancora usato in modo limitato per l’informazione, almeno relativamente agli altri Paesi Europei. L’offerta in tal senso è eloquente ed assai debole di radio con format News/Talk, sia sul segmento nazionale che su quello locale.

E il comportamento delle singole emittenti? RADIO MONITOR 2014 ci consegna alcune novità.

Nel dato del 7 giorni che crolla complessivamente di 1 milione di ascoltatori, RTL 102.5 e RDS pagano un prezzo assai elevato ma tutto sommato “tengono” poi nel giorno medio.

Sempre nell’ascolto settimanale spicca la crescita contro tendenza di R 101 che in effetti ha sviluppato nel 2° semestre una presenza di marchio davvero ragguardevole. Ciò ha “finanziato” una piccola crescita nel giorno medio che tuttavia rafforza nei numeri il peggior “Turnover Ratio” di tutta la radiofonia nazionale, segno evidente della mancanza di un solido appeal di formato.

Non è mai capitato prima d’ora di avere le 2 Personality Radio (RADIO DEEJAY e RADIO 105) agli ultimi 2 posti della Top 5, è una novità. Probabilmente è anche un caso dal momento che nel giorno medio dopo l’irraggiungibile RTL 102.5 le altre 4 inseguitrici sono tutte raccolte in un segmento di soli 60.000 ascoltatori di differenza.

RADIO ITALIA continua una sua valida e costante crescita che la porta al 2° posto, almeno nell’ultimo semestre, del giorno medio. La concorrenza nel formato Musica Italiana anche da parte delle radio locali e/o syndication è veramente al minimo storico degli ultimi 30 anni, dunque c’è da aspettarsi che il trend continui e che vi sia l’opportunità di un significativo consolidamento.

Mentre RADIO ITALIA appare l’unica con vento favorevole per salire verso la zona alta di RTL 102.5 in quella bassa il verdetto su RADIO MONTECARLO viene avvalorato dall’ennesimo semestre negativo. RADIO 24 è l’unica a crescere nel 2° semestre 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente anche se con solo +8.000.

Uno sguardo ai quarti d’ora fa osservare una crescita di RADIO 105 che, sempre seconda in questo fondamentale ranking, distanzia ora RADIO DEEJAY di ben 158.000 ascolti AQH. La qualità del target di RADIO DEEJAY resta “migliore” ma la crescita ulteriore di RADIO 105 non potrà non avere anche conseguenze di tipo commerciale dagli attenti pianificatori nazionali nei centri media.

RDS e RADIO ITALIA, sostanzialmente stabili nei quarti d’ora, restano quarta e quinta, assai prossime a RADIO DEEJAY ma a quasi 250.000 ascolti AQH da RTL 102.5.

Una piccola notazione, infine, sulle emittenti nazionali meno commerciali se non comunitarie. RADIO RADICALE e RADIO MARIA sono purtroppo al loro minimo storico.

Fa un po’ specie, invece, vedere RADIO PADANIA LIBERA per la prima volta inserita nel ranking annuale nazionale, conquistato politicamente ex-post dalla Legge Mammì e successive; i numeri della emittente sono meno che locali e mortificano il comparto. L’audience è evidentemente più libera, e per davvero, di quanto proclamino e desiderino le forze partitiche.