Vizi pubblicitari, Agcm:  oltre un milione di multa a quattro produttori di patatine fritte per pubblicità ingannevole

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di Federico Unnia

Le patatine siamo stati abituati a conoscerle perché a detta di alcuni la loro pubblicità sarebbe stata volgare, oppure perché costituiva forme scorrette di ambush marketing. Ora le apprezziamo per la loro ingannevolezza e tra le vittime anche la pubblicità della patatina San Carlo con testimonial il cuoco Cracco.cracco-2-595x386

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato, sulla base di diverse denunce di privati e dell’Unione nazionale consumatori  con oltre un milione di euro quattro grandi aziende del settore alimentare, produttrici di patatine fritte in busta. A cadere sotto i colpi dell’Autorità sono state  con 350.000 euro il gruppo San Carlo, con 300.000 Amica chips, con 250.000 Pata e soli 150.000 Ica Foods. Secondo l’Autorità, attraverso diciture e immagini suggestive, venivano attribuiti a taluni prodotti specifiche caratteristiche nutrizionali o salutistiche non corrette e si fornivano informazioni, in merito alla composizione e agli ingredienti o alle modalità di trasformazione o cottura, attribuendo ai prodotti anche “vanti di artigianalità” nonostante la loro natura industriale.

Tutte le quattro le imprese sanzionate dall’Autorità dichiaravano un ridotto contenuto di grassi nelle loro confezioni. Ma le modalità rappresentative prescelte non sono risultate aderenti alle prescrizioni comunitarie in materia (Reg. CE n. 1924/06), in quanto la percentuale di riduzione vantata era inferiore a quella consentita oppure priva o non adeguatamente accostata – nello stesso spazio visivo e con la medesima evidenza grafica – allo specifico termine di raffronto utilizzato quale versione base dello stesso prodotto.

Secondo l’Agcm, tre aziende hanno adottato “vanti di artigianalità” che non corrispondevano alle caratteristiche reali di questi prodotti, rispettivamente “Eldorada patate cotte a mano” e “Alfredo’s” di Amica Chips; la linea “La patatina artigianale” e le “Da Vinci chips” di Pata; e “Le contadine – fatte a mano” di Ica Foods. Tre aziende avevano attribuito anche una particolare enfasi grafica alla presenza di olio d’oliva nelle rispettive confezioni (Linea “Autentica trattoria all’olio di oliva” di San Carlo; “Eldorada la tradizionale con olio d’oliva” di Amica Chips; “Da Vinci chips: con olio extra vergine d’oliva”), omettendo di evidenziare l’effettiva percentuale impiegata: il quantitativo veniva indicate solo sul retro delle buste e risultava assai più basso a quello di altri oli vegetali.

Due aziende, inoltre, “hanno presentato in maniera ambigua e omissiva – a giudizio dell’Antitrust – le caratteristiche reali e distintive di alcuni prodotti (“Rustica – le ricette di Cracco” di San Carlo e le diverse varianti di “La patatina” di Amica Chips), ingenerando così nei consumatori l’erronea convinzione che queste confezioni fossero nettamente diverse dal prodotto base o dalla variante aromatizzata. E infine, Ica Foods ha accreditato al prodotto “Crik Crok & Blue” proprietà salutistiche che sono risultate ancora controverse nella comunità scientifica e comunque non autorizzate dalla Commissione europea.

Nel determinare le sanzioni, l’Autorità ha tenuto conto anche della dimensione di ciascuno dei quattro operatori e della loro condotta nel corso del procedimento, valorizzando l’impegno spontaneo o l’adozione anticipata di misure idonee a eliminare gli aspetti di ingannevolezza contestati e ad aumentare la trasparenza nei confronti dei consumatori.

Chissà se non avessero collaborato…