Congiuntura & pubblicità rapporto di agosto 2014

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Lo scenario dell’economia della zona euro è caratterizzato da una ripresa alquanto modesta cui non sono estranee le tensioni politiche interne ed esterne. Nonostante le esportazioni stiano beneficiando del deprezzamento del cambio, si prevede che il PIL avanzerà soltanto nella misura del +0,2% nel corso dei due restanti trimestri del corrente anno, rinviando al primo trimestre 2015 un passo più celere con un +0,3%.

Il debole scenario europeo ha reso più difficile la già incerta navigazione dell’economia italiana incappata in una secca che di fatto l’ha costretta ad arenarsi. In sostanza si può affermare come il cammino verso la ripresa abbia incontrato crescenti difficoltà che stanno progressivamente vanificando le gracili prospettive favorevoli suscitate nei primi mesi dell’anno, causando altresì diffusi timori di un’allarmante ricaduta regressiva.

Quanto sopra viene testimoniato anche dalle previsioni del PIL secondo le quali esso chiuderà il 2014 sul 2013 con un -0,3% (a conferma della variazione acquisita del -0,3%), rinviando così al 2015 l’approdo in territorio positivo.

Il segnale riguardante il PIL non è isolato, poiché altri segnali si ritrovano nelle tendenze regressive sopravvenute dopo i promettenti mesi d’inizio d’anno. Si vuol fare riferimento: alla produzione industriale, al fatturato e agli ordinativi dell’industria (specie per il mercato interno), alle costruzioni, all’import-export (specie con i mercati extra-UE), agli investimenti pubblicitari, al tasso di disoccupazione giovanile (salito al 44,2% di agosto dal 42,9% di luglio), al commercio al dettaglio, al tasso d’inflazione (sceso al -0,2% di agosto dal -0,1% di luglio), al clima di fiducia della generalità delle imprese e dei consumatori.

Gli unici segnali positivi provengono attualmente: dal tasso di disoccupazione generale (in agosto è sceso al 12,3% dal 12,6% di luglio) nonché dalle stime previsive concernenti il rapporto 2014/2013 per la produzione industriale dell’aggregato dei beni di consumo (durevole e non durevole) che si mantengono in territorio positivo col +0,5%.

Dopo aver disegnato il panorama congiunturale si sente il dovere di analizzare i singoli settori palesando le tendenze rilevate mediante le variazioni % tendenziali del periodo gennaio-agosto.

La produzione industriale nel suo complesso ha esordito nel 2014 in territorio positivo con un 
tranquillizzante +1,3% poi dilapidato strada facendo sino a chiudere il periodo gennaio-agosto in territorio negativo con un -0,1%. Inoltre, le stime previsive circa il rapporto 2014/2013 non sono favorevoli in quanto indicano un -0,2%.

Tuttavia è doveroso ricordare come vi siano anche variazioni tendenziali del periodo gennaio- agosto in territorio positivo per taluni comparti industriali; per es, i beni intermedi (+1,2%), i beni di consumo non durevole (+0,8%), i beni strumentali (+0,2%). Sono invece in territorio negativo i comparti della produzione di energia (-5,2%) e dei beni di consumo durevole (-0,6%).

Per quanto riguarda specificamente l’aggregato dei beni di consumo (cui sono correlati gli investimenti pubblicitari) occorre segnalare come le stime previsive 2014/2013 effettuate mensilmente si collochino tutte in territorio positivo e quelle dei mesi più recenti si palesano in crescita rispetto ai mesi precedenti puntando sul +0,5%.

Il totale del fatturato dell’industria si evolve sul filo d’una tendenza regressiva pur in territorio positivo; infatti, la variazione % di periodo scende dal +3,0% di gennaio al +0,7% di agosto. Detta tendenza riflette sia quella del fatturato sul mercato nazionale sia quella sul mercato estero, tuttavia con una differenza: che il fatturato nazionale dal +1,1 % di gennaio è passato al -0,5% di agosto; mentre il fatturato estero chiude l’analogo bilancio scendendo nello stesso arco di tempo dal +6,7% al +3,0%.

Situazione simile alla precedente è quella che si riscontra a proposito degli ordinativi dell’industria, poiché nel loro complesso si muovono in territorio positivo ma scendendo con le variazioni di periodo dal +2,6% di gennaio al +1,3% di agosto. Tuttavia sono doverosi alcuni distinguo in quanto gli ordinativi del mercato italiano scendono dal +1,7% di gennaio al -0,6% di agosto; mentre gli ordinativi all’estero oscillano fra il +3,7% di gennaio ed il +3,9% di agosto però dopo una crescita nel primo quadrimestre culminata ad aprile con un +6,2%.

In conclusione si potrebbe affermare come gli ordinativi -vera e propria finestra sul domani- nel loro complesso siano destinati a comprimersi a causa della tendenza regressiva del mercato interno e nonostante il sostegno degli ordinativi esteri.

L’andamento dell’attività produttiva delle costruzioni da diversi anni naviga nella profondità delle acque negative, ma nel corrente anno ha presentato un duplice profilo. Infatti le variazioni % di periodo sono state in crescita dal -7,6% di gennaio al -5,1% di maggio, per poi regredire al -6,4% di agosto. Il che consente di affermare come detto settore non abbia ancora la forza di uscire dal baratro nel quale la recessione l’ha gettato sin dal suo avvio.

La tendenza del complesso delle esportazioni cammina in territorio positivo ma palesando un profilo a schiena d’asino compreso fra le variazioni di periodo del +0,2% di gennaio, del +1,6% di aprile e del +0,9%di agosto. Ciò è dovuto essenzialmente al gioco delle esportazioni nei mercati della UE che si muovono in territorio positivo (intorno al +4,0%) mentre le esportazioni nei mercati extra-UE si muovono in territorio negativo (intorno al -2,0%).

La tendenza del complesso delle importazioni procede in territorio negativo tra le variazioni di periodo rilevate nel gennaio pari al -6,6% e quelle di agosto pari al -2,2%, cioè in deciso miglioramento. Detta tendenza è dettata prevalentemente dalle importazioni dai paesi extra-UE che viaggiano alquanto inoltrate nel territorio negativo fra il -11,9% di gennaio e il – 5,8% di agosto, mentre quelle dai paesi UE dopo un gennaio al -1,6% si sono portate al +0,8% di agosto.

Il saldo commerciale complessivo segna ad agosto il valore di 26,3 miliardi di euro, di cui 14,7 dai mercati extra UE e 11,6 dai mercati UE.

Nel periodo gennaio-agosto il commercio al dettaglio presenta un andamento in flessione tendenziale, tuttavia con un rimbalzo migliorativo nei mesi di aprile e maggio. In complesso le vendite al dettaglio aprono detto periodo con un -0,9% e lo chiudono con un -1,3; non diversamente dai prodotti alimentari che aprono il periodo con un -0,3% e lo chiudono scendendo ad un -1,4%. Analogamente dicasi per i prodotti non alimentari che aprono il periodo con un -1,2% e, dopo il citato rimbalzo di aprile-maggio, lo chiudono a -1,3%.

Gli investimenti pubblicitari nel loro complesso presentano un andamento prevalentemente in territorio negativo non senza esibire alcune possenti puntate mensili in territorio positivo. Il che ha portato le variazioni di periodo dal -1,2% gennaio al -0,1% di agosto grazie al soccorso provvidenziale fornito dai mondiali di calcio che hanno portato le variazioni di periodo rispettivamente al +0,2% per giugno ed al +0,5% per luglio.

Le stime previsive 2014/2013 relative agli investimenti pubblicitari ed effettuate con i dati disponibili nei singoli mesi, denunciano una generale debolezza che le collocano tutte in territorio negativo. Più precisamente dette stime sulla base dei dati di agosto indicano un -0,6%, mentre la differenza acquisita dagli investimenti pubblicitari si orienta verso il -0,1%.

Si fa notare come vi sia una certa congruenza fra le stime previsive degli investimenti pubblicitari (-0,6%) e le stime previsive della produzione dei beni di consumo (+0,5%), a sostegno della attendibilità dei due ordini di stime.

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