“Le parole possono uccidere”, via alla campagna contro la discriminazione

E’ stata presentata oggi a Roma alla Camera dei Deputati la campagna sociale “Le parole possono uccidere” che Famiglia Cristiana ha realizzato insieme ad Avvenire, alla Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC) e all’agenzia di pubblicità Armando Testa per sensibilizzare la popolazione – e in particolare i giovani – sul tema del razzismo e della discriminazione.

La campagna si basa su un punto di vista inconsueto, quello del linguaggio, che è la porta più accessibile alla discriminazione. Un linguaggio a cui si dà spesso poco peso, ascoltato a casa, per strada, ripetuto a scuola, negli stadi, ai semafori. Il visual, realizzato in quattro soggetti, mostra il primo piano di un uomo di colore, di un uomo di etnia araba, di una donna rom e di un giovane sovrappeso. Il loro cranio è perforato da quello che può essere interpretato come un proiettile, ma che in realtà è una parola, che entra da sinistra e fuoriesce a destra, causando una frantumazione che evidenzia il potere distruttivo dell’insulto, del pregiudizio razziale o dell’ironia discriminatoria.head-press-antirazzismoLa campagna, patrocinata da Camera e Senato, nasce come risultato di una preziosa partnership sociale tra Armando Testa eFamiglia Cristiana, a cui si sono aggiunti con entusiasmo anche Avvenire e i 190 settimanali diocesani della FISC, oltre ad un gran numero di organizzazioni non profit che sostengono l’iniziativa e che contribuiranno a diffonderla nei loro circuiti. La campagna sarà on air a partire da oggi sulle testate e i siti dei promotori e sarà veicolata in forma di locandine in oltre 10mila parrocchie, oratori e scuole.

Famiglia Cristiana, Avvenire, i settimanali FISC approfondiranno il tema e sui siti www.famigliacristiana.it , www.avvenire.itwww.fisc.it sarà possibile sottoscrivere l’iniziativa, lasciare un messaggio o raccontare una propria esperienza.

La campagna, sotto la direzione creativa di Vincenzo Celli e Dario Anania, art Cristina Macchi, copy Vincenzo Celli, è potente, impressionante, provocatoria. Racconta, da dentro, il dolore che molte persone provano nell’essere considerate diverse. Racconta, in una sola immagine, sintetica e prorompente, un key visual in perfetto stile Armando Testa, la storia di molte esistenze ai margini, colpite da pregiudizi e dalla colpevole superficialità di molte persone, come purtroppo diversi episodi di cronaca, anche recente, dimostrano.

Il progetto, nato dalla Unit dedicata alla responsabilità sociale di Armando Testa, è caratterizzato dalla totale gratuità di tutti i partner coinvolti. L’agenzia offre il proprio contributo creativo e professionale. Famiglia Cristiana, Avvenire e FISC offrono spazi pubblicitari e un appassionato sostegno redazionale, per far sì che dallo spunto pubblicitario possa nascere un fertile terreno di dibattito, allargato all’opinione pubblica. Esecutivi e impianti sono sviluppati dalla Cooperativa sociale Pensieri e Colori, attiva nel campo della comunicazione e, parallelamente, del reinserimento lavorativo di persone in difficoltà. La post produzione delle immagini è stata curata dal prezioso intervento di Marco Pignatelli e Danilo Giovannini.