Lectios, la app che legge per te

Nasce Lectios, la prima app italiana che rivoluziona il modo in cui l’utente si aggiorna su tutto ciò che gli serve o interessa, permettendogli di ottimizzare il tempo impiegato negli spostamenti casa-lavoro, o mentre fa sport.iPhone 5_mockup

Lectios, applicazione ideata e progettata dalla giovane start up di Tommaso Cardone, Francesco Pra Levis e Jacopo Penso, insediata all’interno di Vega InCube, l’incubatore certificato del Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia, sarà presentata ufficialmente domani a Treviso in occasione della manifestazione “Treviso Creativa”. E da domani, sarà disponibile sul sito Lectios.

Basata su un sistema TTS (Text To Speech), Lectios offre una traduzione vocale di testi di altissima qualità e consente all’utente di selezionare i contenuti che più gli interessano: articoli di un quotidiano online, post del blog preferito, una ricetta per la cena. A quel punto basta infilare le auricolari e cliccare “play” per avviare la riproduzione mentre si è in macchina, si fa jogging o si è in coda al supermercato.

“Lectios seleziona i testi per l’utente e rende accessibile ai multitasker ogni tipo di testo presente in Rete in formato audio e supera le limitazioni date dai testi legati a feed RSS o da playlist rigide. – dichiarano i tre startupper – Oltre a selezionare manualmente gli indirizzi web di interesse, l’utente può farsi ispirare dalle categorie di Lectios, scegliendo di riprodurre ad esempio gli articoli più ascoltati o condivisi sui social network dagli altri utenti, o le ultime pubblicazioni dei siti inseriti fra i preferiti. Lo smartphone, quindi, diventa uno strumento con cui poter ascoltare anche tracce audio per informarsi”.

“L’azienda veneziana è una delle eccellenze tra le 21 start up dell’Incubatore Vega che operano principalmente nei settore dell’ICT – dichiara Tommaso Santini, amministratore delegato di Vega Scarl – Il primato di questa start up conferma il ruolo di Vega InCube quale polo strategico di ricerca e innovazione. L’incubatore, infatti – conclude Santini – si pone come attuatore del trasferimento tecnologico e facilitatore dell’innovazione, vero e proprio luogo “fisico e in rete” di una nuova imprenditorialità”.