Vizi Pubblicitari- Povera Magda, per fortuna c’e’ lo IAP!

di Federico Unnia

Federico Unnia
       Federico Unnia

La povera signora Magda, casalinga, mamma a Milano, desiderosa di dimagrire per tornare nelle grazie del marito, deve accendere un cero al presidente del Comitato di controllo dello Iap che l’ha difesa, rendendole giustizia per un sogno andato in frantumi causa ingannevolezza della promessa.

Il Presidente del Comitato di Controllo ha infatti ingiunto lo stop al messaggio pubblicitario “Magda, casalinga e mamma a Milano, scopre accidentalmente il segreto per dimagrire senza sacrifici. Con una semplice bustina di caffè riesce a perdere 24 kg.”, relativo all’integratore ‘Caféform’, perché ritenuto  manifestamente contrario agli artt. 2, 4, 12, comma 2, 23bis del Cap.

Il messaggio, causa la presenza di molteplici affermazioni esorbitanti e palesemente ingannevoli, è stato ritenuto idoneo a creare la falsa speranza di risolvere facilmente ed in tempi brevi un  problema che, per i disagi di salute ed estetici che provoca, rende chi ne è afflitto particolarmente sensibile e vulnerabile.

In particolare il messaggio, a detta del Comitato di controllo, allettava il pubblico con promesse illusorie, inducendolo a credere che con il prodotto ‘Caféform’ fosse possibile ottenere una sicura e notevole perdita di peso senza che fosse necessario sostenere sacrifici in termini di riduzione dell’apporto calorico giornaliero, svolgimento di attività fisica e, più in generale, di adozione di un regime di vita coerente con l’obiettivo. Insomma, si sarebbe trattato della soluzione perfetta per Magda e le migliaia di mamme di famiglia appesantite dagli anni di duro lavoro.

Espressioni quali  “per dimagrire senza sacrifici”, “avevo perso quasi 1,6 kg senza fare nessun sacrificio”, “un caffè per dimagrire”, perdere 23kg grazie a quelle bustine di caffè dimagrante, “avevo perso 2,3kg in meno di tre giorni”, “senza controindicazioni”, “con dei risultati così rapidi”, “risultati ottenuti in così poco tempo”, “senza dovermi privare di quello che mi piace”, “Basta una sola bustina al giorno, anche se chi ha più fretta di dimagrire può prenderne anche 2”, “Tre ingredienti per un solo scopo: dimagrire in fretta”, accreditavano agli occhi dei destinatari il falso e illusorio convincimento che il prodotto reclamizzato potesse  realmente risolvere i problemi di peso in modo rapido, certo e senza sacrifici.

Inoltre è stata ritenuta scorretta la visualizzazione delle foto “prima – dopo”, che riportava la testimonianza di una signora che affermava di aver perso 24 chili in poco tempo utilizzando il prodotto pubblicizzato.

L’intera impostazione comunicazionale,  volta ad accreditare l’inverosimile efficacia del prodotto, era poi enfatizzata anche dalla presenza dei consigli di un medico “Il Dott. Jean–Paul Parisot esperto nutrizionista vi spiega perché Cafèform combatte le 5 cause principali dei chili di troppo” che contribuivano ad attribuire al prodotto un’ingiustificata aura di medicalità idonea ad indurre in errore il pubblico.

Insomma, in poche righe di ingiunzione, sono andate distrutte le speranze della povera Magda e di migliaia di altre casalinghe frustate e desiderose ri riconquistare i propri mariti.