“Congiuntura & Pubblicità” i dati di marzo 2014

  • Dal secondo semestre 2013 sino al gennaio di quest’anno la generalità degli indici economici ha palesato una sia pur modesta ripresa dalla pesante recessione avviatasi nel 2008, mentre nei mesi di febbraio e marzo del corrente anno è inciampata in una stretta congiunturale che l’ha fatta arretrare di qualche passo.
  • Ne danno testimonianza la variazione tendenziale del -0,5% del PIL, l’andamento degli indici della produzione industriale, del fatturato dell’industria, della produzione delle costruzioni, del commercio con l’estero, dei prezzi dei prodotti dell’industria, delle vendite al dettaglio, degli investimenti pubblicitari.
  • Tuttavia occorre far presente come il citato arretramento, oltre ad essere di misura contenuta, risulterebbe anche di natura transeunte poiché non sembra aver arrestato o compromesso il proseguimento della ripresa.
  • Lo testimoniano le positive variazioni degli ordinativi dell’industria, della produzione industriale dei beni intermedi e dei beni industriali, nonché quelle dei beni di consumo; inoltre lo testimonia il clima di fiducia delle imprese manifatturiere e del commercio al dettaglio, il clima di fiducia dei consumatori.
  • A quanto sopra occorre unire due variazioni significative: da un lato, la diminuzione di alcuni decimali del tasso di disoccupazione che postula una lievitazione dell’attività produttiva; dall’altro, l’aumento di alcuni decimali del tasso d’inflazione che postula un’effervescenza della domanda finale.
  • Infine s’impone la considerazione delle previsioni sull’andamento del PIL 2014: esse concordano sull’incremento nell’intorno del +0,6%. Il che suppone, per i restanti trimestri dell’anno, un’accelerazione dell’economia in grado non soltanto di recuperare la contrazione del primo trimestre ma anche di conseguire il previsto incremento finale.
  • A questo proposito va osservato come il succedersi di andamenti congiunturali di segno opposto vanifichi la possibilità di formulare -con l’abituale metodo delle proiezioni- corrette stime previsive sia della produzione industriale sia degli investimenti pubblicitari.
  • Lo scenario sin qui tratteggiato trova sostegno nelle analisi settoriali. Infatti, se si osserva la produzione industriale si rileva come essa dopo il promettente +1,2% di gennaio, abbia presentato in febbraio un modestissimo +0,4%, che in marzo si è poi trasformato in un deludente -0,4%. Il che non ha impedito tuttavia di chiudere il primo trimestre dell’anno in territorio positivo a quota +0,4%.
  • Profilo analogo a quello della produzione industriale è quello del fatturato dell’industria. Infatti, dopo un andamento claudicante dovuto alle variazioni positive del mercato nazionale ed alla flessione del mercato estero, il bilancio del primo trimestre si chiude col +2,3% quale media fra il + 1,0% del mercato interno e il +5,5% del mercato estero, entrambi in ascesa.
  • Dal canto loro gli ordinativi dell’industria hanno percorso il primo trimestre in territorio positivo, pur con diversa velocità nel mercato interno e nel mercato estero. Ad ogni buon conto il bilancio del citato trimestre si chiude – in palese ascesa – con un +2,7%, quale risultante fra il +1,9% del mercato interno e del +3,8% del mercato estero.
  • Discorso non diverso deve essere svolto a proposito degli investimenti pubblicitari che, dopo aver segnato una contrazione sia in gennaio (-1,2%) che in febbraio (-2,6%) nel mese di marzo ha segnato una sia pur contenuta variazione positiva del +1,0%. Il che ha consentito di chiudere il primo trimestre con un -0,8%, in apparente armonia con l’omologa chiusura del comparto dei beni di consumo a quota -0,1%.
  • A detta chiusura trimestrale hanno contribuito soltanto la Radio (+5,8%), la TV (+2,0%) e TVSat ( +14,9%) poiché i rimanenti media (Quotidiani, Periodici, Affissioni, Cinema) hanno ostentato pesanti flessioni, mentre Internet ha esibito una modestissima contrazione (-1,6%).
  • A proposito del rapporto fra variazioni della produzione dei beni di consumo e quelle degli investimenti pubblicitari -tradizionalmente misurato da una polinomiale di 3° grado- si sente il dovere di confermare come esso sia venuto a meno nel biennio 2012-2013, per effetto del dirottamento d’una rilevante quota delle risorse pubblicitarie verso le attività promozionali ritenute di più immediata efficacia (promozioni, sconti, taglio prezzi, ecc.). Tuttavia va segnalato come detto rapporto sia avviato a ripristinarsi dal primo trimestre di quest’anno.
  • L’andamento della produzione delle costruzioni, pur navigando in territorio negativo presenta variazioni in deciso miglioramento. Infatti, le variazioni tendenziali di periodo che nel marzo dell’anno scorso segnavano un -21,5 %, sono andate via via migliorando sino al -11,6% di fine 2013, per poi migliorare ulteriormente sino a toccare il -5,5% del marzo 2014.
  • L’attività del commercio con l’estero è sintetizzata dal saldo positivo (+6,9mld) con cui si chiude il primo trimestre (era di 2,3 mld il saldo del primo trimestre 2013); saldo dovuto più all’area Ue (+3,7mld) che all’area Extra-UE (+3,2mld).
  • Le esportazioni chiudono il primo trimestre con una variazione tendenziale del +1,5%, risultante del +4,4% dell’area UE e del -2,1% dell’area extra-UE. Invece le importazioni nello stesso periodo chiudono al -3,4%, risultante fra il +0,2% dell’area UE e del -7,7% dell’area extra-Ue. Inoltre va rimarcato come le esportazioni nell’area positiva e le importazioni nell’area negativa nei primi tre mesi 2014 presentino una tendenza ascendente.
  • Dal secondo semestre dello scorso anno il complesso dei prezzi dei prodotti industriali – pur rimanendo in territorio negativo – ha palesato una decisa tendenza al miglioramento che, tuttavia, nel primo trimestre di quest’anno ha mostrato qualche segno d’arretramento terminando a -1,6%. La tendenza descritta è dovuta in particolare al comportamento del mercato interno (che chiude a – 1,7%) mentre il mercato estero, dopo un sobbalzo di gennaio, ha ripreso a migliorare (specie per la zona extra-euro) finendo a -0,5%.
  • Il commercio al dettaglio che nel 2013 si è mosso in territorio negativo con valori di differenti livelli, nel primo trimestre di quest’anno ha mostrato chiari segni di debolezza. Infatti il totale del settore chiude il primo trimestre a -3,5%, quale media fra il -6,8% degli alimentari e il -1,5% dei non alimentari. In questo quadro la distribuzione moderna appare più sofferente della distribuzione tradizionale.
  • Rialza la testa il tasso d’inflazione passando al +0,6% dopo essere disceso sino al +0,4% nel mese precedente. Il che può essere interpretato -forse audacemente- come effetto d’una lievitazione della domanda finale, con tutte le conseguenze a cascata sulle attività produttive.
  • Il tasso di disoccupazione presenta un dato confortante poiché nel mese di marzo è sceso al 12,7% dal 13,0% del mese di febbraio. Non si può affermare la stessa cosa per la disoccupazione giovanile (15-24 anni) che invece è salita al 42,7% dal 42,3% del mese precedente. In termini assoluti i disoccupati sono complessivamente circa 3,3 milioni, mentre i giovani disoccupati sono circa 700 mila.
  • L’indice di fiducia delle imprese italiane presenta una dicotomia: infatti, da un lato si registra un miglioramento per le imprese manifatturiere e per quelle del commercio al dettaglio; mentre dall’altro si registra un peggioramento per le imprese di costruzione e dei servizi di mercato.
  • Migliora sensibilmente l’indice di fiducia dei consumatori, così come migliora la componente riferita all’economia generale e a quella personale. Migliorano anche gli indici riguardanti le prospettive del futuro prossimo.

    Secondo consuetudine si riportano le previsioni degli investimenti pubblicitari 2013 rispetto a quelli del 2012, formulate da Autorevoli Fonti di cui si è venuti a conoscenza.

FontiTotaleTVQuotid.Period.RadioCinemaAffiss.Internet
Nielsen (feb. 2014)0% – 1%
UPA (feb.2014)0% – 1%
UPA ( apr.2014)0% – 1%
GroupM (feb. 2014)+1,5%
GroupM (apr.2014)-0,3%+1,7%-13,0%-0,7%-3,8%+7,4%
Zenith-Optimedia (apr. 2014)+5,5%

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