Pirateria online: a rischio ventimila posti di lavoro

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E’ l’allarme lanciato a Roma dall’Osservatotio Web Legalita’
di Federico Unnia
Federico Unnia
Federico Unnia

Con oltre 225 milioni di atti di pirateria compiuti negli ultimi anni e dei circa 500 milioni  di euro di danni sulla filiera dell’audiovisivo portera’ in breve tempo alla perdita di oltre 20mila posti di lavoro.

E’ quanto emerso ieri a Roma nel corso del convegno Web e legalita, promosso dal neocostituito Osservatorio web e legalita’. Nel corso dei lavori e’  stato sottolineato come il 39%  dell’attivita’ economica complessiva dell’Unione Europea, pari a circa 4700 miliardi di euro all’anno, sia determinata dalle industrie i cui diritti di propieta’  intellettuale generano direttamente circa il 26% dei posti di lavoro nell’Ue.
Sebbene siano stati introdotti nuovi strumenti normativi, il legame tra internet ed utilizzo di opere dell’ingegno  senza la corrisponsione di un pagamento, il fenomeno della pirateria on line rimane molto rilevnte. Si calcola che circa il 23% della potenzilita’ della rete a livello mondiale viene utilizzato per finalita’ illecite come l’utilizzo di opere d’autore senza il pagamento di royalties.
Secondo Gina Nieri il recente regolamento AGCOM costiuisce un grande passo avanti, coraggioso e necesario. Tuttavia occorre fare di più. Pretendere che anche in europa le leggi siano applicate e rispettate anche dai grandi operatori della rete, in primis quelle americane.
Occorre un’ assunzione di resposnbilita da parte dell’ Europa, non succube rispetto agli altri paesi, USA  in primo luogo, con possibilità di operare e difendere la nostra cultura e capacità imprenditoriale.
Secondo Antonio Marano, vice direttore generale della Rai, a fronte degli oltre 200 milooni di investimeni fatti in produzione,occorre tutelarli affinché ritornino agli editori. Oltre 1,6 milioni di spettatori accedono ai nostri contenuti via web. E’ necessario quindi che siano protetti i contenuti del nostro lavoro.
La valorizzazione deve essere assicurata attraverso norme aggiornate e sicure. In discusione c’e’ la necessita di valorizzare e proteggere le idee. Dobbiamo impedire che le opere da noi prodotte siano utilizzate da terzi senza che noi lo si sappia.
Lo sviluppo di progetti multimediali e cross mediali  – ha aggiunto Marano – deve avvenire sotto la diretta responsabilità degli editori. Ciò che conta sono i contenuti e non le piattaforme che permettono a molti di accedere ad opere d’autore.
Da uno studio ricordato nel corso dei lavori, il 74% dell’utenza ritiene  che i motori di  ricerca siano fondamentali per la ricerca di film, show tv, e software P2P. Inoltre,sulla base del traffico generato sulla rete mondiale, il totale dei dati circolati in violazione del copyright puo’ essere immaginato equivalente a poco piu’ di due miliardi  di Dvd contraffatti ogni anno