IAP, il 2013 si chiude in positivo

Più pareri preventivi e casi risolti in via breve

di Federico Unnia 

Il 2013 si chiude con un positivo bilancio per lo Iap. Sono stati 889 i casi trattati dal Comitato di controllo (rispetto agli 873 del 2012) mentre i provvedimento del Giurì hanno toccato quota 52, uno in più del 2012. In 47 anni di attività, lo Iap ha complessivamente trattato 20.520 casi con il Comitato di controllo cui si debbono aggiungere  le 2.620 pronunce del Giurì. Il dato che emerge per  Comitato sono i 660 casi risolti in via breve (651 nel 2012 e complessivamente 11.827 dal 1966) e i 136 pareri preventivi (rispetti ai 111 del 2012), che portano ad un totale di 2879. Segnale evidente, è stato ricordato nel corso dell’incontro tenutosi ieri a Milano per commentare l’attività dell’Istituto, cui hanno preso parte tra gli altri Alessandro Cattaneo, Vicepresidente Anci, Giovanni Calabrò,  DG Tutela del Consumatore dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Ivan Scalfarotto, Sottosegretario alle riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, della maggiore attività preventiva e di soft resolution delle potenziali controversie grazie al maggior dialogo con le imprese. Una soluzione, questa,. Che anche l’Agcm sta sperimentando nel suo controllo attraverso l’istituto degli impegni. L’attività del Comitato ha registrato una lieve prevalenza nell’area della tutela del consumatore rispetto all’anno scorso. Invariato invece il rapporto tra contrasto alla pubblicità sessista e gli altri profili di tutela del cittadino, 70%, e 30%.  Le aree merceologiche che vengono maggiormente interessate dai provvedimenti del Comitato pongono al primo posto la macro area della cura della persona, da intendersi come categoria molto ampia, comprendente, ad esempio, i cosmetici, gli integratori alimentari, i prodotti per l’igiene personale, i trattamenti estetici e fisici.  Di pari rilievo il settore degli alimentari e dei trasporti e subito dopo quello dei giochi con vincite in denaro.  Guardando ora l’attività del Giurì, il numero delle istanze di parte è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2012 attestandosi a 52 pronunce. Il Giurì continua ad essere preferito come giudice di prima istanza cui far ricorso quando si tratta di discutere questioni concorrenziali, non avendo assistito ad alcuna migrazione verso altri fori, almeno in prima battuta, per quanto attiene le vertenze concorrenziali. Le istanze del Comitato sono invece diminuite dalle 20 del 2012 alle 14 del 2013. Ciò a favore di altri tipi di intervento. I settori merceologici nei quali il contenzioso è prevalente sono diversi rispetto a quelli inerenti alle vertenze sollevate dal Comitato di Controllo, e si sono modificati rispetto all’anno scorso quando ben il 65% delle istanze di parte era relativo alla telefonia; quest’anno quel primato che pur rimane si è ridotto con l’incremento dell’area prodotti per la casa, che l’anno scorso pesava per un 6,3 % circa .  la suddivisione tra la aree di tutela espresse dalle  ingiunzioni del Comitato e dalle pronunce del Giurì.  Infine, il 92,2% dei casi trattati riguarda la tutela generale del pubblico, dimostrando la valenza dell’Autodisciplina quale servizio per l’intera collettività, proprio perché la maggior parte della sua attività è rivolta a favore dell’interesse del pubblico generale. Rimane un 7,8% attribuibile alla tutela concorrenziale propriamente detta. Ma la vera novità di quest’anno è rappresentata dal recentissimo protocollo siglato con L’Associazione dei comuni italiani, l’ANCI, che va nella stessa direzione di tutelare la dignità della persona. Se ne parlerà diffusamente dopo.Questo accordo ha lo scopo di estendere il controllo autodisciplinare su quella parte di affissioni locali che alcune volte risultano escluse dall’ambito di competenza dello IAP, con un chiaro vantaggio per i cittadini. L’art. 10, è stato recentemente modificato con l’introduzione del divieto di  discriminazioni  di  “genere”.  Un ulteriore importante segnale in merito all’effettiva tutela dell’immagine della donna nelle rappresentazioni pubblicitarie. Un altro intervento è stato sulla tutela dei bambini.  L’articolo 11 in   ha sempre garantito il raggiungimento di tale obiettivo con specifiche e dettagliate previsioni per le comunicazioni commerciali rivolte ai minori o che possono essere da loro ricevute. Una nuova integrazione ha previsto un espresso divieto di rappresentare comportamenti o atteggiamenti improntati alla sessualizzazione dei bambini. Infine il recentissimo varo dell’art. 12 sulla tutela ambientale per rispondere all’esigenza del controllo delle comunicazioni commerciali che contengono rivendicazioni ambientali, i c.d. green claims, sempre più diffuse nella pratica del mercato ed in grado di influenzare le scelte di acquisto dei consumatori.

Nel corso del dibattito è stato sottolineato il contributo che lo Iap offre non solo al settore ma anche alla comunità attraverso la sua collaborazione con enti pubblici al fine di migliorare la macchina dei controlli e rendere più veloce la valutazione e l’eventuale soppressione di comunicazioni scorrette.