Recupero crediti: per pratiche aggressive sospesa l’attività di GE.RI e ELLIOT

Fino a quando non verrà detta la parola fine le due società non possono agire per ottenere i pagamenti dei crediti

di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

Il credito se effettivo e certo può essere tutelato e deve essere esigito. Ma se non solo è incerto, e nel farlo si assumono condotte aggressive e scorrette allora si sconfina in quella che viene comunemente definita una pratica commerciale scorretta ed aggressiva.

E’ questo il contesto in cui si colloca il nuovo intervento dell’Antitrust a tutela dei consumatori bersagliati da solleciti di pagamento, effettuati con modalità aggressive e scorrette relativamente a presunti crediti, infondati o prescritti. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato,  ha   disposto la grave sanzione della sospensione della GE.RI. Gestione Rischi e della ELLIOT da ogni attività diretta al recupero crediti con modalità scorrette. La misura è stata adottata per impedire da subito, in attesa della conclusione dell’istruttoria, effetti negativi per i cittadini.

Secondo le numerose segnalazioni arrivate all’Autorità da parte di cittadini, la GE.RI., in particolare nei primi mesi del 2014, avrebbe sollecitato via posta, con mail, telefonate e sms, il pagamento – su incarico di diversi committenti – di presunti crediti, non dettagliati o infondati o prescritti, anche minacciando azioni legali. In alcune comunicazioni era addirittura preannunciata la visita di un funzionario a casa o sul posto di lavoro per “ritentare la composizione bonaria del debito”.

Taluni consumatori, inoltre, sono stati invitati a contattare una numerazione a pagamento, “per eventuali comunicazioni” o per delle “verifiche amministrative”, con un costo della chiamata alquanto elevato. La società, tuttavia, ha comunicato di aver attualmente disattivato la relativa numerazione

In base agli elementi acquisiti nella prima fase del procedimento il recupero di taluni crediti sarebbe stato commissionato dalla ELLIOT, società che ha acquistato, a prezzi irrisori rispetto all’importo nominale, la titolarità, dal marzo 2013, di crediti vantati da altri professionisti. Il provvedimento rientra in un settore di particolare attualità, in relazione al quale l’Autorità ha già adottato numerosi provvedimenti, irrogando sanzioni per oltre 600 mila euro, in particolar modo nei confronti di società di recupero crediti responsabili di pratiche aggressive per l’inoltro di finte citazione in giudizio.