Cos’è la pubblicità

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di Alberto Gorrani

La parola italiana pubblicità deriva dal latino pùblìcum nel senso di “rendere pubblico”. Mentre, invece il termine inglese originale advertising deriva dal verbo to advertise cioè “avvertire, far conoscere”La pubblicità è una forma di comunicazione unilaterale eseguita dietro pagamento, nella quale è sempre evidente e individuabile il soggetto promotore ed è rivolta a stimolare i consumi; viene esplicitata con vari mezzi: stampa, televisione, radio, affissione, cinema e naturalmente internet.La pubblicità è da anni una componente integrante della società, con una parte da protagonista in divenire; per mantenere questo suo status/ruolo, preferisce o meglio si rifiuta di fare avanguardia, di inventarsi novità, ma osserva le innovazioni se ne appropria e spesso le volgarizza diffondendole smisuratamente.Si tratta di una specie di istituzione sociale che influisce sulla vita quotidiana di tutti, certamente vi sono opinioni molto contrastanti circa questa influenza, in base ai punti di vista, come sempre, si passa dalla funzione informativa alla manipolazione occulta che occulta non è in quanto è evidente ed esplicita l’intenzione, alla forma d’arte però non è arte pura ma applicata in quanto desidera ottenere l’assenso per convincere.Si potrebbe anche dire che la pubblicità svolge un ruolo di consigliere o di suggeritore.Certo i suggerimenti sono parziali, non obiettivi, in quanto le informazioni sono pagate da chi le trasmette e quindi vengono esaltate solo le caratteristiche positive, però non è mai falsa (vi sono organi di controllo deputati a ciò) al limite si può dire che è elusiva o reticente.I successi mietuti dalla pubblicità, derivano, comunque, da una autentica professionalità nel campo della comunicazione; ad ogni modo anche se la pubblicità può divertire o suggestionare, il suo scopo principale o unico è persuadere a fare qualcosa, far nascere una simpatia per una marca in modo da indurre poi ad acquistare un prodotto o utilizzare un servizio.Quando riesce in ciò si può dire che è creativa, ma non in senso puramente artistico, ma semplicemente che è stata realizzata bene dal punto di vista tecnico, per cui non è banale, sciatta ma inaspettata e stimolante.Molto spesso questa “creatività”, questa “spontaneità” sembrano automatiche, in realtà vi è dietro un grande lavoro di studi e ricerche perché il suo campo d’azione è dominato dall’imprevedibile comportamento umano. A livello soprattutto aziendale, l’attività pubblicitaria rientra in quella più generale del marketing ed è una componente del marketing mix insieme a elementi quali il prodotto, il prezzo, il packaging, le vendite e distribuzione; una componente da considerare in quanto riesce o dovrebbe riuscire, ad aggiungere al prodotto/servizio quel valore aggiunto tale da rendere in marchio appetibile rendendolo meno anonimo, con più personalità.Ricapitolando, non è evidentemente facile descrivere tutto ciò che è la pubblicità, la potremmo definire:una tecnica per far conoscere prodotti e servizi allo scopo di venderli.la realizzazione e la diffusione di comunicazione su prodotti e servizi, per convincere il pubblico ad acquistarli.la presentazione più convincente possibile realizzata per un pubblico ben individuato per vendere prodotti e servizi al minor costo possibile.una comunicazione di massa atta a suscitare nel pubblico una tendenza e un comportamento favorevole verso un’azienda e i suoi prodotti.A ogni modo gli elementi distintivi sono sostanzialmente tre:- Una comunicazione persuasiva fatta a pagamento.- Proviene da una fonte definita.- Si propone finalità commerciali.A questo punto non potete più confonderla, potete smascherarla !

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