Vizi Pubblicitari-Super sanzione a Expo Guide per pratica commerciale scorretta

Imposto a microimprese il pagamento di un servizio in abbonamento, non richiesto, consistente nella pubblicazione a pagamento di annunci pubblicitari su un database online

di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

Dopo le compagnie aeree presunte low cost è la volta dei database online che strappano annunci e servizi non richiesti. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inflitto una sanzione di 500mila euro   alla società Expo Guide, che gestisce una banca dati online, per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta a danni delle microimprese. A settembre dello scorso anno l’Autorità aveva adottato un provvedimento cautelare intimando alla società di sospendere l’invio di richieste di pagamento alle aziende. Expo Guide ha ora 90 giorni di tempo per comunicare le modalità con le quali intende rispettare il provvedimento dell’Autorità.

Il procedimento era stato avviato alla luce di moltissime segnalazioni, di singoli imprenditori e di associazioni dei consumatori che denunciavano questa condotta scorretta e intrusiva.

Secondo quanto emerso nel corso dell’istruttoria realizzata dall’Autorità,  Expo-Guide iscriveva i dati aziendali delle microimprese italiane  a loro insaputa  in un database presente esclusivamente online sul sito internet www.expo-guide.com denominato “Guida per fiere ed espositori”. Obiettivo di tali iscrizioni era così  quello di promuovere la sottoscrizione di un costoso abbonamento pluriennale (1.271 euro l’anno per tre anni) a un servizio di annunci pubblicitari a pagamento. In tal modo Expo Guide esigeva il pagamento di servizi che il professionista aveva fornito, ma che la microimpresa non aveva in alcun modo richiesto.

Con il pretesto di far verificare e correggere i dati inseriti nel database telematico, Expo Guide procedeva sistematicamente all’invio, alle microimprese pre-iscritte, di una lettera dai toni intimidatori per ottenere la sottoscrizione dell’abbonamento. La prima rata della fattura veniva mandata quando i termini per esercitare il diritto di ripensamento sono scaduti. L’intero meccanismo posto in essere dall’azienda era quindi finalizzato alla pressante riscossione dei crediti maturati. Se le aziende non pagavano Expo-Guide inviava direttamente, o tramite società di recupero crediti, ripetuti avvisi e solleciti di pagamento, minacciando anche il ricorso alle competenti autorità giudiziarie.

Un’attività capillare che aveva portato alla registrazione dei dati di   247.000 imprese italiane partecipanti ad eventi fieristici cui Expo Guide aveva  inviato la propria comunicazione commerciale. Nel periodo compreso tra il mese di gennaio del 2012 e quello di giugno 2013, ben 3.185 imprese italiane, tra cui anche microimprese, avevano sottoscritto, in seguito alla ricezione della comunicazione commerciale non richiesta, l’abbonamento triennale. Da qui la multa, mai come in questo caso adeguata.