Vizi Pubblicitari- Sulla gola non c’e’ inganno di Zerinol

di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

Effettivamente è il primo a farsi in due. E con questo, vengono meno le accuse mossele da Alfa Wassermann di costituire un vanto ingannevole e come tale comparativamente scorretto. E’ questo l’esito della querelle che ha visto contrapposte Alfa Wassermann  e  Boehringer Ingelheim Italia. Motivo del contendere la campagna pubblicitaria relativa al prodotto “Zerinol Gola”, commercializzato da Boehringer Ingelheim, incentrata sul claim “Il primo a farsi in due”, ritenuta in contrasto con gli artt. 2, 15 e 25 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Pron. 1-14 Alfa-Boehringer

Secondo la ricorrente il claim in questione non sarebbe stato veritiero, in quanto altri prodotti presenti sul mercato svolgerebbero già un’efficacia sul dolore e sull’infiammazione, rendendo perciò falso il vanto di primato, e indirettamente di unicità, veicolato dalla campagna. Il claim inoltre avrebbe  instaurato una comparazione illecita, in quanto incentrata su una caratteristica non essenziale per il consumatore,  attribuendo al medicinale un’efficacia superiore a quella dei prodotti concorrenti.

La resistente aveva respinto gli addebiti, eccependo che mentre l’azione antinfiammatoria, non immediata, sarebbe comune a tanti prodotti simili sul mercato, quella anestetica locale costituiva una peculiarità del prodotto “Zerinol Gola”. L’intera campagna era pertanto incentrata sulla doppia azione del prodotto, che in virtù di ciò costituiva una novità sul mercato. La possibilità di un effetto anestetico era un pregio differenziale rilevante per i consumatori, posto che esso consente un’immediata diminuzione del dolore.

Il Giurì, come si diceva,  ha ritenuto che la resistente abbia fornito la prova del vantato effetto anestetico di “Zerinol Gola”, che implica una riduzione del dolore più rapida rispetto all’effetto analgesico già posseduto da altri farmaci analoghi. I messaggi pubblicitari contestati, secondo il Giurì, consentono al consumatore medio di recepire esclusivamente un claim di primato temporale riferibile al duplice effetto. Se anche non dovesse comprendere la distinzione tra i due effetti, afferma il Giurì, il consumatore è sensibile alla differenza in termini di rapidità di efficacia dei farmaci. Per queste ragioni, il Giurì ha ritenuto che la campagna non potesse  essere ritenuta ingannevole né illecita dal punto di vista comparativo, in quanto il confronto avveniva  su una caratteristica del nuovo farmaco le cui conseguenze sono di sicuro influenti sulle scelte di acquisto del consumatore.