Vizi Pubblicitari- No ai bimbi ose’

91

di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

Immagini innocenti tra le quattro mura domestiche, se proposte pubblicitariamente parlando assumono un senso totalmente diverso. Eppure non è la prima volta che in pubblicità compare l’immagine di un bimbo che fa la pipì. Qualche pubblicità di auto ne aveva fatto uso ma mai in modo diretto.

Lo ha tentato una casa di abbigliamento napoletana,  la “Isaia Napoli”,  con un annuncio apparso sul  Corriere della Sera e il Comitato di controllo l’ha ritenuto manifestamente contrario all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio riportava l’immagine di un uomo in abito elegante che mostrava qualche difficoltà nel gestire un neonato che tiene in braccio, il quale, nudo e con i genitali in vista, piangeva infastidito mentre urinava in direzione dell’uomo.

4-14 Isaia

Ad avviso dell’organo di controllo una simile comunicazione si caratterizzava per l’ingiustificato sfruttamento della nudità del neonato, che porta all’offesa della sua dignità. La totale nudità del bambino, non necessariamente funzionale alla rappresentazione, diventa mero strumento di richiamo dell’attenzione, che ne fanno mero ornamento, in contrasto con i principi di responsabilità richiesti alla comunicazione commerciale in genere, a maggior ragione se in essa sono rappresentati dei minori.