TELEOSSERVAZIONI – Star Academy: una torta con troppa panna

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di Andrea Polo

Dopo lunga attesa e il solito mare di polemiche, ha finalmente preso il via su Rai Due (Giovedì in prima serata) il nuovo talent musicale Star Academy. Partendo dall’ex volto di XFactor Francesco Facchinetti, il cast messo assieme per lanciare il programma e contrastare gli altri due contenitori canterini (Io Canto su Canale 5 e proprio XFactor emigrato nei lidi satellitari di Sky),  è quanto mai variegato.
Si va da Gianluca Grignani a Ron, da Syria a Mietta passando per Ornella Vanoni, Roy Paci, Lorella Cuccarini e, chissà in base a quale logica, Nicola Savino. Variegato, però, non sempre fa rima con azzeccato. A partire proprio da Nicola Savino, chiamato ad essere ironico e sagace ma senza sempre riuscire ad esserlo, in tanti mi sono sembrati spiazzati dall’applicazione del format e dall’esserne parte.
Credo rimarrà negli annali la corretta eccezione presentata da Ornella Vanoni che, nel cast come membro della giuria, evidenzia il fatto che sia veramente difficile se non impossibile giudicare in maniera corretta delle persone che cantano per un tempo brevissimo e, in più, non da sole, ma in duetto.

Oltre a questo, i cantanti (chiamarli talenti come fa Facchinetti, francamente, mi pare azzardato, specie in alcuni casi) sono veramente troppi e non si capisce se siano su quello che è il palco della loro vita o se si sentano parte di una festa fra amici. Insomma, fategli capire che il televoto non è, o almeno non dovrebbe, essere legato alla bellezza, ma al canto.
In ultimo due considerazioni “tecniche”. Forse è il caso di ripensare anche i costumi che, affiancati alla quantità abnorme di gente presente in studio e sul palco (perché ci sono una decina di ballerini???), contribuiscono ad aumentare il clima da festa paesana e quanto all’audio, che ne direste di tornare a quelli buoni e cari vecchi microfoni a clip o addirittura ad archetto?
Maria de Filippi sa come usare un gelato a microfono, Facchinetti, a quanto pare, no.