Qui Germania, lo spot della Mercedes che investe Hitler bambino (per prevenire i pericoli)

Il video è stato girato dagli studenti della Filmakademie del Baden-Wuerttemberg. Ma la casa automobilistica ne ha preso le distanze twitter@g_santaniello Un finto spot pubblicitario in cui una Mercedes investe deliberatamente e uccide un Hitler bambino ha sollevato le proteste della Daimler. Nel video, girato da studenti della “Filmakademie” del Baden-Wuerttemberg e gia’ designato per il concorso tedesco per le opere prime “First Steps”, si allude alle qualita’ tecniche della nuova Classe S della Mercedes che grazie ai suoi sensori e’ in grado di avvertire un pericolo “prima che accada” e bloccare di conseguenza la vettura. Il crudo cortometraggio si apre con la vettura che si arresta nelle immediate vicinanze di due ragazzine che stanno giocando in mezzo alla strada. Nelle inquadrature successive, la stessa auto passa davanti a un cartello stradale che indica “Braunau am Inn”, la citta’ natale del Fuehrer, e poco dopo si vede un Hitler bambino in strada mentre tiene per mano un aquilone, con la madre che sta stendendo i panni in giardino e lo guarda sorridendo. A quel punto, invece di bloccarsi, la macchina continua deliberatamente la sua corsa, rovesciando a terra il bambino, mentre fuori campo la madre terrorizzata grida “Adolf!”. Nella scena successiva il ragazzino viene mostrato steso a terra con le braccia e le gambe allargate a formare una croce uncinata. Alla fine del video compare la scritta, riferita alla vettura Mercedes: “Riconosce i pericoli prima che spuntino”. La casa automobilistica di Stoccarda ha immediatamente reagito, obbligando gli autori del videoclip a porre all’inizio la scritta che la Mercedes non ha nulla a che vedere con questo spot. “Non ci sembra giusto utilizzare in uno spot pubblicitario la morte di una persona, in particolare di un bambino, come pure contenuti relativi al nazismo”, recita una nota della Daimler, “anche se si tratta di una finzione”. Il regista del video, Tobias Haase, ha detto di comprendere la reazione della Daimler e l’imposizione della scritta che precisa il non coinvolgimento della casa di Stoccarda nella sua produzione. L’inserimento della precisazione, spiega Haase, “non ha nuociuto al film, anche se prima era piu’ bello”.

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