alfemminile.com svela la ricetta della felicità

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alfemminile.com (www.alfemminile.com) – il sito web dedicato al mondo femminile che conta oltre 5.000.000 di Utenti Unici mese e che rappresenta il Gruppo aufeminin nel nostro mercato – ha realizzato una ricerca sul tema della felicità. Lo studio ha interessato le lettrici dei siti del Gruppo aufeminin a livello internazionale. Nello specifico i Paesi coinvolti sono Italia, Francia, Spagna, Germania e Inghilterra. In particolare, il campione italiano è composto per l’80% da donne di età inferiore ai 40 anni, il 60% risulta essere sposato o in una relazione stabile e il 78% non ha figli.

Chiedimi se sono felice

Ricercata, attesa e desiderata, la felicità è il più grande obiettivo che ognuno augura a se stesso e ai propri cari: ma cos’è veramente la felicità? Da cosa deriva? La ricerca condotta da  alfemminile.com svela il punto di vista delle italiane, e non solo, sulla natura della felicità.

Le definizioni più gettonate sono quelle che individuano la felicità come uno stato mentale (58%) o un momento di piacere (25%), ma non mancano punti di vista più astratti, come la ricerca spirituale (10%), e pessimisti, come quelli che la considerano solamente un’utopia (6%). Ma, al di là delle spiegazioni concettuali, quanto sono felici le italiane? Buona la percentuale di coloro che affermano di essere abbastanza felici (39%), non trascurabili però nemmeno le “abbastanza infelici” che si attestano a 24 punti percentuali. Rispetto agli altri Paesi interessati dalla ricerca, le italiane risultano infatti le meno appagate: a definirsi felici “senza se e senza ma” è infatti il 15% delle intervistate, percentuale piuttosto bassa se confrontata con quelle registrare dagli altri paesi, capitanati da Francia e Spagna con il 23%. Positivi anche i tassi di felicità tedesco (20%) e inglese (19%).

La rivincita dei cliché 

“I soldi non portano la felicità” non è solo un mantra da ripetersi in tempi di crisi, al contrario sembra essere un principio condiviso: per più dell’80% delle italiane per essere felici sono necessarie in primo luogo stabilità amorosa, familiare e fisica. Il 37% delle intervistate afferma infatti che a contribuire maggiormente al raggiungimento della felicità è proprio una relazione d’amore stabile; a seguire ,con il 16%, l’affetto di una famiglia molto unita e la soddisfazione per un lavoro appagante (10%). Da non sottovalutare il poter godere di una buona salute (9%) e di una cerchia di amici fedeli (9%). Il conto in banca consistente è invece la condizione indispensabile solo per il 4% del campione.

L’ingrediente principale per una vita gioiosa è dunque l’amore, possibilmente basato sulla complicità: condivisione e divertimento formano infatti la ricetta perfetta dell’amore felice per il 38% delle lettrici; fondamentali anche una buona comunicazione (28%) e le prospettive comuni (21%), seguite dalla stima reciproca (12%) e da un’intimità di qualità (2%). Le italiane si confermano le più chiacchierone: la buona comunicazione nella relazione sembra essere una prerogativa delle donne del Bel Paese che su questo aspetto distaccano di ben 15 punti le intervistate inglesi, che risultano invece essere le più silenziose (13%). Nel mezzo Germania, Spagna e Francia, rispettivamente con il 16, 17 e 24%. Internazionalmente condivisa, invece, la valutazione dell’egoismo e della routine come principali ostacoli alla felicità di coppia, con percentuali stabili intorno al 30%.

Un amore di lavoro

Come emerso dai dati analizzati, l’appagamento professionale gioca un ruolo decisamente importante sul livello di qualità della vita. Il 38% del campione ritiene indispensabile per la propria felicità un lavoro che sia intellettualmente stimolante; la varietà e la continua evoluzione sono invece la condizione necessaria per il 26%. Rilevante, anche se in misura minore, l’importanza data al contatto con la gente (18%), al potere decisionale (10%) e alla possibilità di viaggiare (9%).

Tutto questo in un mondo ideale, naturalmente. Nella realtà raggiungere la felicità sul lavoro è tutt’altro che semplice: a minare il percorso e la buona volontà delle lavoratrici troviamo una serie di ostacoli difficili da superare, primo fra tutti la noia nello svolgere le proprie mansioni (23%). Certamente non incoraggianti la mancanza di prospettive di carriera e le discordie con i colleghi, riconosciute come gravi problemi dal 20% e dal 16%. A compromettere la ricerca della felicità da ufficio anche gli stipendi bassi (11%), le pressioni da parte dei capi (11%), i contratti brevi (10%) e le lunghe ore di lavoro (8%).

Realizzare la felicità 

Secondo le italiane, successo non vuol sempre dire felicità: più della metà delle intervistate (52%) afferma infatti che avere successo nella vita non implica necessariamente essere felici. Di opinione nettamente differente il 18%, che individua la felicità come causa inequivocabile della realizzazione personale. Incerto, ma più propenso ad identificare le due cose il 27% delle intervistate che pensa che successo e felicità vadano quasi sempre di pari passo; da rilevare anche un estremista 2% che si rifiuta di considerare la realizzazione come un valore assoluto.

Che sia identificata con la felicità oppure no, la realizzazione personale resta un elemento fondamentale per una vita equilibrata: ma le italiane si sentono realizzate? Poco confortante il punto di vista del 39% delle intervistate che ammettono di riuscirci raramente e di sentirsi spesso inadeguate; ancora più pessimista il 12% che dichiara di mancare completamente di fiducia in se stesso. Decisamente più positivo il pensiero del 42% che afferma di riuscire a raggiungere questo traguardo quasi sempre, pur ammettendo di lasciarsi prendere da dubbi sporadici. Pienamente sicuro di raggiungere la propria soddisfazione personale l’8%, che afferma di essere stato educato a non dubitare delle proprie capacità. Caratteristica, quest’ultima, sviluppata all’ennesima potenza dalle tedesche: si attesta a ben il 31% la percentuale di coloro che affermano di essere al 100% sicure di loro stesse; da notare anche l’alta percentuale di “inadeguate” registrata in Inghilterra (50%). Molto vicini a quelli italiani i risultati registrati in Spagna e Francia.

Simona Zanette
Simona Zanette

Come sottolinea Simona Zanette, Country Manager e Amministratore Delegato di alfemminile.com: “Il sondaggio condotto da alfemminile.com vuole fare riflettere su un tema di grande importanza. Ciò che emerge dai dati è la positività delle donne italiane nonostante la difficile situazione socio-economica che il nostro Paese sta attraversando. Le nostre lettrici si confermano ancora una volta legate a valori saldi come l’amore e la famiglia e, nonostante qualche titubanza, piene di carica positiva per affrontare le sfide quotidiane e perseguire il sogno di una vita felice”.