“Pubblicità, Quale futuro? Che Cosa è Cambiato, Che cosa Cambierà?”

Ieri si è tenuto in Umbria, presso la sede perugina della Confesercenti, il primo Convegno organizzato di Federpubblicità. Nutrita la presenza di studenti universitari delle facoltà di Scienze della Comunicazione e del TEP di Perugia; molti i giovani imprenditori della comunicazione. La diretta web in streming su Primantenna FM ha portato gli indici d’ascolto alle stelle, grazie all’interesse suscitato presso tutti gli iscritti a Federpubblicità dislocati in ogni parte d’Italia.
Dopo saluto di Francesco Filippetti, Direttore di Confesercenti Perugia, il quale ha sottolineato l’importanza della pubblicità e della comunicazione d’impresa nei momenti di recessione, anche l’intervento di Ada Girolamini, già personaggio di spicco della politica umbra, oggi impegnata nell’associazionismo a vari livelli, è stato improntato sull’utilità della pubblicità, particolarmente nei periodi di crisi.
Un interessante dibattito si sviluppato grazie alle “provocazioni” lanciate da Francesco Cataldo Verrina nella presentazione del suo ultimo libro “Il Pubblicitario che fissava le capre”, durante la quale è stata rappresentata con dovizia di particolari l’evoluzione dalla pubblicità tradizionale, per certi aspetti obsoleta, verso più penetranti ed efficaci regole d’ingaggio imposte dalle più recenti piattaforme digitali, dai new media e dai social network, nello specifico dal mutamento genetico della figura del consumatore, oggi più attento e spesso nei panni di “prosumer”, ossia di producer e consumer al contempo. A detta dell’autore, le nuove piattaforme ed i futuribili scenari impongono quasi una sorta di passaggio obbligato dalla mediazione alla relazione, ossia ad un più corretto e veritiero rapporto con il consumatore, basato su maggiore coinvolgimento.
Nevio Ronconi, Presidente nazionale di Federpubblicità, ha elencato alcuni degli elementi negativi dell’attuale comunicazione pubblicitaria come l’affollamento eccessivo e poca professionalità di molti operatori improvvisati, ravvisando la necessità di un’equilibrata fusione fra il vecchio ed il nuovo.
Luca Dini, Docente di Comunicazione d’impresa, ha lanciato alcuni interrogativi, muovendo da concetto di “modernità liquida e società liquida” e di “frenetica corsa contro il tempo”, dove e quando diventa assai difficile ritrovare un facile rapporto fra pubblicitari e committenti, quest’ultimi schiacciati dalla crisi e poco propensi a concedere del tempo prezioso alle imprese di comunicazione o ad impegnarsi in investimenti poco mirati. Dini si è concentrato sull’idea di una società digitale abitata da un popolo virtuale che, allo stato attuale delle cose, ragionerebbe solo per immagini.
Angelo Buonumori, Docente di Teoria e Tecnica Pubblicitaria, in virtù della sua lunga esperienza, oltre quarant’anni nel settore della comunicazione commerciale, ha voluto sottolineare la “modernità” della pubblicità in ogni epoca a prescindere dagli strumenti usati. A suo dire, l’advertising ha sempre utilizzato le armi dell’innovazione, pur riconoscendo che oggi la sfida, per via delle nuove tecnologie, sia diventa assai più difficile, ma non impossibile: basterà, come sempre, fare ricorso alla creatività e quegli elementi di “rottura” del linguaggio che la pubblicità possiede per sua stessa natura.
Andrea Chiappini, CEO, di Kontatto, il primo social network per aziende, ha rappresentato la sua case-history, magnificando le possibilità di business offerte dalla web, lavorando sull’idea di una rete capace di legare imprenditori, aziende, professionisti, comunicatori e giovani in cerca di nuove opportunità. Kontatto, in tutte le sue diramazioni, consente facilità di rapporti, acquisti oculati e possibilità di lavoro grazie all’organizzazione “fisica”, e non semplicemente virtuale, di incontri periodici attraverso business-cafè ed eventi organizzati in ogni parte d’Italia.
Stefano Giommini, Direttore Responsabile di Primantenna FM, una delle web radio più ascoltate d’Italia, ha dimostrato attraverso dati concreti, proiezioni e tabelle, come il più tradizionale dei mezzi di comunicazione sia riuscito a ritrovare linfa vitale fino a vivere una sorta di seconda giovinezza grazie alla Rete. Secondo la sua tesi, oggi la web-radio, soprattutto per i costi assai contenuti e per la sua facile capillarità, costituisca un importante canale di diffusione soprattutto per le piccole aziende in cerca di inedite strade da praticare.