“Un alibi di scorta”, primo libro di Enrico Montesano

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L’Associazione M.Arte domenica 25 settembre, alle ore 21:00 in Via Cassia 492 – Roma presso la Sala Polifunzionale del Museo Crocetti,  sede dell’associazione, presenta “Un alibi di scorta”,  il libro esordio di Enrico Montesano edito da Gremese Editore. Alla serata, introdotta dalle note del  pianista  Simone Sala, oltre l’autore parteciperanno il giornalista Roberto Rosseti ed il critico letterario Simonetta Bartolini.

Il romanzo del poliedrico neo-scrittore è stato scritto pensando al cinema. Montesano stesso l’ha definito, “scrittura per immagini” declinata in 154 pagine di libro agro-dolce. “Un alibi di scorta”(sintetizzato con la formula thriller-humour-commedia-suspense), ha come protagonista un geometra che, in seguito ad una caduta durante un’ispezione in un cantiere edile, rimane paralizzato dalla vita in giù. La disgrazia cambia drammaticamente il corso della sua esistenza, senza però spegnere in lui la speranza di tornare a camminare.

In un’ostinata ansia di vita, l’uomo prende a battere la città a bordo della sua carrozzina e una notte, in cerca di calore umano, e forse anche di sesso facile, si imbatte nel manipolo di travestite e prostitute da sempre accampato nei paraggi del suo ex cantiere, diventandone amico. Di giorno in cerca di un riscatto e alle prese con una moglie che ormai lo disprezza, di notte in giro per la città insieme ai suoi nuovi compagni di ventura, l’uomo diventa parte integrante del gruppo assumendo per loro l’insolita veste di fattorino. Alboreto, soprannominato così per la sua imprevista abilità, scopre anche di essersi invaghito di Gaby, una delle travestite della bislacca compagine.

Questa, in realtà, è solo l’inizio della vicenda raccontata dallo stesso protagonista al commissario di polizia che lo sta interrogando per motivi che si chiariranno solo alla fine in un disvelamento progressivo e sorprendente della verità che non risparmierà, oltre a Gaby, la famiglia stessa di Alboreto. Una storia “cinematografica”, agile come una sceneggiatura ma con il respiro di un vero romanzo. Un thiller con risvolti comici, «un giallo- come lo ha definito Francesco Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali-  che diventa anche noir, una denuncia sociale, una satira di costume, una storia d’amore».