Pensa a un’idea semplice e realizzala (costi quel che costi)

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Perché una bellissima idea non realizzata rimane soltanto un sogno
(estratto del secondo capitolo di “Mad in Italy, quindici consigli per fare business in Italia. Nonostante l’Italia.”, Giampiero Cito e Antonio Paolo, Rizzoli-Etas, 2012)

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Si narra che un giorno Pablo Picasso, ricevette nel suo laboratorio un visitatore. In mezzo alla stanza, appoggiato sul pavimento, era collocato un grosso blocco di pietra grezza. Il visitatore chiese a Picasso che cosa intendesse fare con quel blocco di pietra. Lui rispose “Da questa roccia scolpirò un leone”. Il visitatore stentava fortemente a immaginare come si potesse creare qualcosa di formalmente compiuto e riconoscibile da un simile pezzo di pietra. Esternò così i suoi dubbi e la sua curiosità a Picasso chiedendogli come, in che modo e da che parte sarebbe potuto iniziare il processo di creazione di un leone, a partire da un informe e così poco promettente blocco di roccia. “Oh, è molto semplice – replicò il maestro – basta prendere uno scalpello e tirare via tutti i pezzetti di pietra che non somigliano a un leone”. Questo aneddoto descrive con chiarezza qual è il processo di generazione delle idee: non una pura invenzione dal nulla, ma un instancabile esercizio di riduzione, di rimozione di tutti i pezzetti che non somiglino a qualcosa di valido.

Trovare una buona idea è quindi una procedura di scelta e selezione, tesa a eliminare il superfluo e ad andare al cuore di ciò che si desidera realizzare. Semplicemente! Semplicità non significa banalità ma utilità, comprensibilità, capacità di portare a compimento un pensiero. Nell’ambito della vita vera, quella vissuta, i momenti più importanti, quelli più indimenticabili, quelli densi di emotività si esprimono con le frasi più semplici: “ti amo”, “è femmina”, “sto arrivando”, “è morto”. Le idee semplici, quelle destinate ad avere un maggiore impatto, sono più memorizzabili nel breve termine, sono facilmente condivisibili e comunicabili attraverso i fenomeni spontanei di passaparola e, per questo motivo, destinate a sedimentarsi anche nel lungo periodo. Da un’idea semplice deve essere sicuramente partito Egidio Brugola che come Biro, Gillette e Diesel è stato uno dei pochi ad aver dato il proprio nome a un oggetto di uso comune. Nel 1926 depositò il brevetto della “vite con gambo a torciglione” che, nel tempo, è diventata uno standard utilizzato dalle maggiori case automobilistiche del mondo, assicurando a Oeb, azienda tuttora condotta dal figlio Giannantonio Brugola, un fatturato annuo che si aggira intorno ai 650 milioni di euro. “Se puoi sognarlo puoi farlo” è una frase attribuita a Walt Disney; il senso della citazione è quello di enfatizzare la volontà di inseguire i propri sogni e le proprie idee. Ma non tutto ciò che si sogna è realizzabile e una bella idea che non viene realizzata è destinata a rimanere soltanto un sogno.

Per far sì che una buona idea possa tramutarsi in un vero e proprio progetto, uno dei requisiti fondamentali che l’idea stessa deve avere è proprio la semplicità. Come si ricerca la semplicità e come si capisce se un’idea semplice è anche valida? Trovare idee può sembrare appannaggio esclusivo degli artisti o dei creativi in senso più ampio, tra cui rientrano anche i pubblicitari. Di frequente, nel rapporto con le aziende, i pubblicitari si sentono i più titolati a trovare la grande idea caratterizzante e che faccia la differenza, che possa consentire all’impresa di compiere il “salto”, di posizionarsi con successo sul proprio mercato e nei confronti dei suoi pubblici di riferimento. In realtà anche l’idea dei pubblicitari, dei consulenti di marketing, dei creatori di contenuti non nasce dal nulla ma si edifica sulle solide fondamenta di un’altra grande idea che la precede: l’idea di impresa, quella alla quale un imprenditore decide di dedicare la propria vita e le proprie risorse per dare corpo a un progetto, finalizzato a produrre beni o a fornire servizi che soddisfino i bisogni di una collettività.

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L’imprenditore è quindi anch’egli un creativo. Ma come nasce un’idea? Essa non è mai pura intuizione ma sempre l’esito e il frutto di un processo in cui una delle principali capacità richieste è quella di riuscire a intravedere le relazioni, a mettere in connessione gli elementi già presenti in una realtà e in un determinato contesto di riferimento. La genialità dell’idea sta proprio nella capacità di mettere in connessione questi elementi in una maniera insolita, innovativa, non lineare, alla quale nessuno aveva pensato prima, o comunque non da quella prospettiva. Questo processo è un esercizio in cui alcuni individui sono sicuramente più abili di altri. Ma in realtà si tratta di un metodo che chiunque può apprendere, delineando un proprio modus operandi. Una pratica da portare con convinzione a compimento, per ottenere l’individuazione di idee che saranno semplici, rilevanti, attraenti e con una componente di rischio minore per chi sia intenzionato a investire sulla loro realizzazione. Una buona idea affiora spesso in maniera repentina e inaspettata. Analogamente a un’oasi che compare agli occhi di un viaggiatore in mezzo al Sahara, o a un atollo non segnalato dalle carte nautiche che si presenta di fronte al timoniere di una nave.

La convinzione momentanea potrebbe essere che l’idea emerga magicamente dal nulla così come gli atolli per i primi esploratori dei mari del Sud. Ma così come l’atollo è il frutto del lavoro di innumerevoli e invisibili coralli che operano al di sotto della superficie del mare, in maniera analoga l’idea è il risultato finale di una serie di pratiche che costituiscono un processo ben preciso, metodico e strutturato che si svolge all’interno della nostra mente mettendo insieme, in maniera semplice, una serie di elementi del mondo esterno attraverso connessioni precise e rilevanti.

MEMO
La tua idea deve essere semplice, facile da comprendere e rilevante per i tuoi pubblici di riferimento. Dopo avere raccolto informazioni sul contesto al quale intendi rivolgerti e dopo avere individuato le connessioni dalle quali prende vita la tua idea, prova a farla funzionare e comunicala ai tuoi interlocutori. Se la tua idea è semplice e funziona davvero, dovresti riuscire a farlo utilizzando solo poche parole.