La ‘Serie B’ avvicina la ‘Serie A’

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di Giacomo Aricò

Si chiama Serie B ma definirla una A2, come nel Basket o nella Pallavolo, non è assolutamente improprio. E non solo dal punto di vista sportivo, dato che il torneo vede protagoniste squadre gloriose come Sampdoria e Torino, ma anche da quello economico, dei numeri.
Il Campionato cadetto di calcio infatti, secondo l’analisi di StageUp – Sport & Leisure Business, vivrà un 2011/12 in progresso. Un futuro legato al forte radicamento territoriale e agli investimenti in impiantistica e sui vivai. Nella stagione in corso la Serie B ha allargato il numero di province coinvolte, da 17 a 20, per un bacino d’utenza che passa da 12,8 milioni del 2010/11 (21% sul totale popolazione italiana) a 18,7 milioni del 2011/12 (31%), avvicinando così la ‘Serie A’ che è a quota 23,2 milioni. Una distanza dimezzata rispetto le scorse edizioni e, considerando i soli comuni, la popolazione residente coinvolta dal torneo cadetto è di 4,1 milioni contro i 3,1 milioni dello scorso campionato per una crescita del 32%.
 
Secondo l’analisi di StageUp – Sport & Leisure Business sui principali tornei cadetti in Europa (da oggi si consulta e scarica su www.stageup.com), quello italiano di Serie B è dal punto di vista economico-finanziario fra i principali campionati dietro la sola Bundesliga 2. Il secondo torneo tedesco, vero e proprio punto di riferimento nei conti, riesce, ad esempio, a limitare il costo dei calciatori al di sotto del 50% del fatturato: la Serie B è all’84%, la Championship inglese al 93% e la Liga Adelante spagnola al 95%. La Bundesliga 2 vanta anche un indebitamento contenuto e garantisce una presenza media negli stadi doppia rispetto alla Serie B. Circa il 20% delle risorse economiche tedesche deriva proprio dagli impianti di gara contro l’8% del nostro secondo torneo professionistico.
La Serie B che dovrà necessariamente incrementare le presenze allo stadio, si vede comunque ben posizionata nei confronti dei secondi campionati di Inghilterra e Spagna alle prese con indebitamenti rispettivamente oltre il doppio e il triplo del loro fatturato. 
 
Lo stesso Presidente di StageUp – Sport & Leisure Business, ha sottolineato la crescita importante della nostra Serie B che “anche sui primi dati sull’affluenza negli stadi, sta vivendo una fase di rilancio grazie al buon lavoro svolto l’anno passato nella direzione di crearsi una propria identità e alla presenza di nuove grandi piazze”. Riguardo poi alle prospettive del domani ha detto: “Il futuro del torneo cadetto si fonda sulla necessità di puntare sul forte radicamento territoriale dei suoi club e su importanti investimenti, da un lato sugli stadi per attrarre più famiglie e dall’altro sui vivai per limitare il costo degli stipendi. Il campionato attirerà nuovi investitori se sarà in grado di assumere una sempre maggiore riconoscibilità e identità propria, facendo scelte che lo distinguano in maniera crescente dalla Serie A sul fronte dell’immagine”.

Tutti ingredienti per rendere spettacolare, anche sul campo, la Serie B. O “A2” se preferite.