PARIGI, NO ALL’OFFESA DELLA PERSONA IN PUBBLICITA’

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di Federico Unnia
La battaglia per l’etica pubblicitaria, almeno in Francia, si gioca sul difficile confine tra ironia, creatività e rispetto della persona umana. Ne è conferma la recente decisione assunta dal Jury de Déontologie Pubblicitarie che ha imposto il blocco della pubblicità di Medicis Alternance. L’immagine del messaggio diffuso attraverso una serie di testate periodiche raffigurava un uomo seduco su una poltrona, con del cibo sul tavolino, vestito con una canottiera e dei box. L’immagine, tuttavia, si caratterizzava per il ventre grasso del protagonista, ostentato nel messaggio in modo eccessivo e svilente la dignità della perdona umana. Secondo alcuni consumatori, infatti, quell’immagine risultava essere svilente la dignità della persona ed offensiva e denigratoria di quelle persone che hanno problemi di forma e di peso. In difesa del messaggio Medicis Alternance aveva sottolineato come la scelta dell’immagine non fosse rivolta ad offendere una determinata categoria di soggetti, bensì solo per connotare la propria attività e differenziarla dagli altri messaggi.

Il Jury ha ritenuto scorretta la pubblicità in esame sotto due diversi profili. In primo luogo perché l’immagine era tale da urtare gratuitamente la sensibilità delle persone, violando in questo quanto contenuto in una specifica raccomandazione che fa divieto alla pubblicità di usare raffigurazioni che ledano dignità e decenza insiti comunque in ogni persona umana. Ma non solo. Il Jury ha riscontrato anche la violazione della raccomandazione che fa divieto alla pubblicità, di qualsiasi prodotto si tratti, si accreditare modelli di alimentazione scorretti da cui derivi una stato di pericolo e cattiva salute per le persone. Scorretto accreditare modelli alimentari il cui risultato sia una stato di salute e forma fisica inadatti, come tali in grado di arrecare un concreto rischio per la salute delle persone. Da qui lo stop al messaggio, con l’invito ad una maggiore sensibilità ed attenzione nel creare e declinare campagne pubblicitarie le cui immagini, indipendentemente dal pubblico cui si riferisca il prodotto o servizio promosso, possono ledere la sensibilità e la scurezza del consumatore.