C’era una volta Miss Italia, fa flop la versione Cairo

Noia e 5,5% di share. Per uno spettacolo da sagra paesana. Parola (tra i tanti) di Bagnasco

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Nemmeno 1 milione di spettatori (937 mila, per la precisione) per il 5,51% di share. Questi sono i numeri.

giulia

“Noioso”. “Chillemi imbarazzante”. “Ghini fuori posto”. “Youporn degli anziani”. “Esempio di accanimento televisivo”. Questi sono i commenti del day after.

Miss Italia a La7 è valso più polemiche che successi: la versione riveduta e corretta del concorso che Cairo ha fortemente voluto sulla sua rete per renderla più pop non è stata affatto gradita a giudicare dai commenti lasciati dai telespettatori sui social media o dagli esperti di tv.

Un esempio? Il giornalista di ‘Tv Sorrisi e Canzoni’, Franco Bagnasco. Per lui, intervenuto questa mattina a Radio 24 alla trasmissione di Gianluca Nicoletti ‘Melog – Cronache Mediane’, si è trattato, al massimo, “di una riproposizione di una sagra di paese”. Ma televisivamente, “a cominciare dalla regia che inquadrava continuamente persone mute e non quelle che parlavano”, davvero un flop.

Sul suo blog, non è strato meno tenero. A cominciare dal titolo del post che ha dedicato allo spettacolo: ‘Miss Italia, chi immaginava che potesse fare questa fine?’.

Per dirne una: Giulia Arena, la 19enne di Messina eletta reginetta d’Italia, ha brindato bevendo direttamente da una bottiglietta di spumantino, “come un camionista alla sosta in autogrill”, ha commentato Nicoletti.

In ogni caso: questo il Bagnasco-pensiero: “Dopo i giornali, la ricetta Cairo applicata a «Miss Italia» si conferma quella tanto cara al Conte Mascetti di «Amici miei»: «Pare che c’è tutto, invece ‘un c’è nulla». Schierati in giuria tutti i recenti acquisti della rete, da Rita Dalla Chiesa a Salvo Sottile (che in tempo reale su Twitter manifestava la noia e tutto il suo disappunto per essere lì, si immagina costretto), Patrizia Mirigliani ha lasciato a briglia sciolta quei due irresistibili simpaticoni dei conduttori, Massimo Ghini e Cesare Bocci. Che prima di andare in pubblicità imbastivano siparietti attoriali alla «Muppets Show» degni di miglior causa. D’altra parte, forse è meglio così: invece di recitare in un cinepanettone, hanno presentato con piglio all’avanspettacolo il concorso di bellezza italiano per antonomasia”.

“Un brutto film in meno in circolazione. Scaricato prima dalla Rai e rifiutato da Mediaset, «Miss Italia» è approdato su La7 con gran scorno di Enrico Mentana, il quale pare che ieri sera, visti i risultati imbarazzanti, abbia festeggiato leggendo nudo a voce alta, al Colosseo, decine di lanci d’agenzia uzbeki. Fra le incursioni di una Nina Zilli in playback (chiamare Nina Zilli e fara cantare in playback è come ingaggiare Rocco Siffredi per fargli mimare un porno), e un Max Gazzè (convocato solo perché anche lui, come le Miss, cura il contorno occhi) la serata scorreva via in tutta la sua pesantezza. Con un carico di break pubblicitari che neanche alle finali dei Mondiali. Il tutto mentre Bocci convocava le ragazze chiamandole prima col cognome e poi col nome (ma poi s’è corretto), e Ghini si vantava di aver lavorato con i più grandi registi italiani. Peccato che io mi ricordi soprattutto di un flop fatto con Neri Parenti…”