L’ESTATE DEGLI ECCESSI PUBBLICITARI

di Federico Unnia

Il sindaco di Firenze che minaccia azioni legali contro Wc Net per l’uso improprio dell’immagine della città toscana usata come sfondo della manifestazione dei nani da giardino contro il cattivo odore delle fosse biologiche. Il telespettatore che cede alla noia delle parole di Marzullo nello spot targato Sky. L’estate 2011 passa agli archivi per alcune trovate pubblicitarie destinate a far discutere. Ma gli eccessi riguardano anche altre campagne c.d. minori. È il caso del messaggio della Car Tuning Design bloccato dal Comitato di controllo dello Iap per manifesto contrasto con l’art. 10 del Cap. Il messaggio pubblicizzava un evento legato all’esposizione di autoveicoli utilizzando all’immagine di una donna seduta sul cofano di un’automobile, con le gambe larghe, indossando una mutandina con una chiusura lampo al centro, e in posa provocante.

Per il  Comitato il messaggio   veicolava una rappresentazione svilente della donna, utilizzata alla stregua di un mero oggetto del desiderio ed esposta in vetrina al pari delle show car, determinando il contrasto del messaggio con l’art. 10 del Codice. La dignità della persona risulta infatti offesa dalla mercificazione del tutto gratuita ed inaccettabile del corpo della donna. Nulla giustificando la scelta creativa, essendo questa unicamente finalizzata ad attrarre l’attenzione del pubblico, strumentalizzandone di fatto la sensibilità. Da segnalare, infine, anche la trovata contenuta nel messaggio  Cofanifunebri 2011 calendar  diffuso sul sito internet www.cofanifunebri.com, e bloccato anch’esso per contrasto con l’art. 10 Cap.  Per  promuovere i propri prodotti l’azienda, che si occupa della realizzazione artigianale di cofani funebri e urne cinerarie, aveva fatto ricorso ad immagini  cariche di richiami erotici, raccolte all’interno di un calendario posto in vendita all’interno del proprio sito Internet. Le giovani protagoniste sono fotografate in pose indecenti, sedute a cavalcioni sulle bare, con gambe nude e divaricate; inginocchiate in atteggiamento provocante; vestite con lingerie provocante e succinta, del tutto inadeguata in relazione ai prodotti pubblicizzati, deputati ad accogliere la morte e a simboleggiarne il valore sacrale. L’organo di controllo ha ritenuto il messaggio non solo offensivo della dignità della persona, in particolare delle donne ritratte, ma anche irrispettoso della sensibilità del pubblico, producendo un’inammissibile profanazione del senso religioso, con specifico riferimento al culto dei morti, che merita il massimo rispetto.