Quei cassonetti vuoti in un quadro possono essere buona comunicazione ambientale

L’intuizione di un giovane artista e la nostra tragica quotidianità con le immagini di Napoli o di Palermo scolpite nelle nostre menti

di Francesco Pira

Quelle immagini di Napoli o di Palermo invase dai rifiuti che hanno fatto il giro del mondo.

Quella rabbia che ci assaliva ora dopo ora dandoci la sensazione di totale impotenza verso qualcosa che si stava perdendo. Qualcosa di nostro che stava diventando “liquido”. Bellezze coperte da cumuli di rifiuti. Incendiati da chi per cercare di liberarsene uccideva l’ambiente. E chi anche nella propria città ha visto incendiare notte dopo notte i cassonetti dell’immondizia, non si capisce per quale motivo, ma forse s’intuisce…ha pensato bene di raccontare la sua voglia di pulizia soprattutto morale a modo proprio.

E un pittore cosa fa? Dipinge la sua rabbia e la sua speranza. Lancia messaggi che non sono criptici o cifrati come possiamo fare noi che amiamo l’arte di scrivere o parlare.

Stimo un giovane artista che si chiama Josè Augusto. Oggi è un uomo, padre di due figli. Ma l’ho conosciuto bambino quando il papà Cesare, artista anche lui, lo teneva per mano.

Josè ha intuito che a modo suo poteva contribuire alla lotta per un bene comune: la salvaguardia dell’ambiente. Un modo per fare sana comunicazione ambientale. Si è messo a dipingere quadri dedicati al tema.

Come ad esempio l’opera che ha voluto intitolare “Periferia”, selezionata per il Concorso Nazionale “AxA – Arte per l’Ambiente” organizzato in Lombardia dall’Associazione “La Forza del Segno” con il patrocinio dei Comuni di Cassina de’ Pecchi, Comazzo e Gorgonzola (vernissage il 17 settembre).

In quei cassonetti vuoti e puliti c’è la voglia di riscatto di chi sa che un territorio si presenta bene se è pulito, ben tenuto, anche dai propri cittadini, non soltanto dalle istituzioni.

Accanto ci sono delle scatole vuote, ben allineate, sistemate, quasi ordinate. Ma fuori dai cassonetti e non negli appositi contenitori per la raccolta del cartone.

Di recente in un saggio che ho scritto all’interno del libro La Comunicazione Ambientale: sistemi, scenari e prospettive (a cura di Erik Balzaretti e Benedetta Gargiulo pubblicato dal Consorzio per lo smaltimento dei rifiuti Padova 2 ed edito da Franco Angeli) ho cercato di argomentare sul fatto che “ la comunicazione ambientale vuole cambiare le abitudini delle persone spiegando i vantaggi per la comunità, facendo comprendere che l’ambiente è un tema che interessa la salute, come la cronaca, la politica e l’economia. Ma perché questo avvenga è necessario che si attui una vera relazione tra istituzioni e cittadini”.

La domanda è: il quadro di Josè Augusto può produrre cambiamento? Le altre opere di pittura, tecnica mista e incisioni realizzate da artisti di tutta Italia per il Concorso AxA possono servire a comportamenti diversi sulla tutela dell’ambiente e dei territori?

Pensiamo proprio di si!. Del resto anche gli organizzatori del Concorso nazionale lombardo lo hanno scritto a chiare lettere: “sostenibilità ambientale e creatività artistica unite per stimolare la riflessione sulle tematiche ambientali. Gli aspetti sociali e l’arte sono fenomeni fortemente rappresentativi di un’epoca”.

Ed allora ben vengano queste opere e questi concorsi. Di sicuro aiutano ad una riflessione. Ed alle istituzioni suggeriamo: per fare una buona comunicazione ambientale usate l’arte, non mettetela da parte!!!