La lunga crisi di Radio Uno, sos della redazione

32

Giù ascolti e sponsor: la lettera aperta del cdr

twitter@SpotandWeb

”Abbiamo deciso di scrivere questa inusuale lettera aperta perche’ la tendenza al ridimensionamento dei nostri ascolti ci preoccupa molto: per la prima volta nella storia, nel primo semestre 2013 perdiamo addirittura il primato nella fascia 6.00-9.00. I dati sono inoltre coerenti con il calo degli introiti pubblicitari, altra spia d’allarme. A questo declino vorremmo rispondere con una nuova sfida: arrivare al 2016 con una Radio che diventi agenzia di notizie, fonte di inchieste, laboratorio crossmediale. Il mercato radiofonico cresce e consente nuovi investimenti. Bisogna allora ritrovare la centralita’ del progetto radiofonico che ci appare offuscata, non soltanto dalle difficolta’ economiche delle quali ci rendiamo perfettamente conto. Ecco il perche’ di questa lettera: vogliamo parlare del nostro futuro”.

radio

Questo l’incipit della lettera che il comitato di redazione di Radio Uno ha scritto all’azienda.

”Il modello ‘All News’ di Radio 1 non puo’ sempre essere leader di ascolti – prosegue la lettera -. Ma e’ una garanzia di servizio pubblico, se si avesse la determinazione di puntare sull’attualita’ nazionale e internazionale. Per questo auspichiamo un progetto innovativo che sappia interessare le nuove generazioni, rispondere alle esigenze di informazione del mondo del lavoro e dell’intera societa’, guardare oltre i confini di un insopportabile provincialismo italiano, fare approfondimento, aggiornare il ‘sound’ di canale. Ripensare cioe’ il Palinsesto, anche in modo sinergico con quelli di Radio 2 e Radio 3”.

”Comprendiamo appieno le esigenze di bilancio – spiega il cdr – e lo abbiamo dimostrato con la nostra responsabilita’ dopo il recente accordo sull’organico non ancora del tutto attuato. Ma permangono molte ‘line’ incomplete da anni. Infine – concludono – potremmo riuscire anche a fare la migliore Radio del mondo ma scoprire che in certe zone e’ del tutto assente. Il miglioramento della ricezione del segnale previsto dal piano industriale e’ per noi importantissimo”.