Tecno-maleducazione da smartphone

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di Francesco Pira

Nuove tecnologie e nuove maleducazioni. Si aprono nuovi dibattiti sulle frontiere sempre più larghe dell’uso del telefoni cellulari di ultima generazione. Sotto accusa gli smartphone che ti permettono non soltanto di ricevere sms o mms ma anche di controllare la posta elettronica e navigare sui siti internet, e naturalmente rispondere in tempo reale ai messaggi sui social network.Qualche giorno fa l’argomento è stato affrontato da Gianluigi Paracchini  sul Corriere della Sera con un articolo che non può non farci riflettere o meditare. “Ormai non c’è orario, situazione, confine che salvo poche eccezioni, possa considerarsi zona franca. In società non si sta più a mani vuote: ad un certo punto anche nei momenti più privati compare quell’aggeggio metallico, sottile, luminoso e multifunzionale che ha cambiato il nostro stile di vita e semplificato la comunicazione”.Il giornalista di moda e costume del Corriere chiama in causa anche il New York Times che, in un articolo ha osservato come “questa tecno-maleducazione a portata di polpastrelli si sia ormai radicata diventando stile di vita consolidato e condiviso”.Non si riesce più a rinunciare all’uso di questi apparecchi. In molti rilevano che neppure gli appuntamenti galanti impediscono a uomini e donne di concentrarsi sulla preda, perché ad un certo punto lo smartphone interrompe qualunque idillio. Sentire la vibrazione del cellulare di ultima generazione può anche uccidere qualunque forma di corteggiamento perché l’altra/o si sente subito trascurato.Ed è inutile dire la frase di circostanza: “come facevamo fino a qualche anno fa quando non c’erano i cellulari!!!” o ancor peggio “devo leggere una mail di lavoro urgente” perché nessuno ci crede. Eppure per fronteggiare questa nuova tendenza alla tecno-maleducazione basterebbe spegnere il cellulare. Poche ore. Giusto il tempo della cena. Ma se dopo aver mangiato l’incontro si protrae allora tutto diventa più complicato.Paracchini riferisce che “a New York alcuni integralisti digitanti (forse sottoposti a parziale disintossicazione) trovano molto chic, nelle case dove sono invitati, spegnere platealmente il loro smartphone. Quasi come per dire: è stata dura , ma almeno un po’ ne stiamo uscendo”.Ma queste sono soluzioni radicali. Lontano dallo stile italico. Basta vedere le scene di astensione da cellulare in aereo e le espressioni soddisfatte di liberazione dopo l’atterraggio e l’apertura delle porte. Ti sembra di rinascere. Vedi volti sorridenti e liberi di comunicare. La devianza che preoccupa gli esperti è quella della gestione (anche tecnologica) dei rapporti di coppia, già consolidati o in embrione. Il rischio tradimento è altissimo grazie ai social network . Le insidie arrivano, oltre che dai computer portatili o fissi, anche attraverso lo smartphone.  In quel caso alla tecno-maleducazione si aggiungono anche le tecno-corna…che possono non essere…. soltanto virtuali…!!!

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