“Congiuntura e Pubblicità” i dati di Agosto 2013

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adv• Il mese di agosto segna una battuta d’arresto nell’andamento della congiuntura, cui non è estraneo il fattore stagionale e la pausa tecnica dopo i confortanti risultati dei mesi precedenti.
• Ad ogni buon conto, non sembrano affacciarsi all’orizzonte segnali che possano compromettere l’avviato orientamento positivo della nostra economia, tanto più che la maggior parte dei paesi dell’euro zona da qualche tempo hanno già chiaramente intrapreso il cammino verso la ripresa.
• I fattori del risveglio dell’economia dell’euro-zona pare si debbano rinvenire nel rinnovato dinamismo della domanda mondiale e nell’allentamento della pressione fiscale, anche se il tasso di disoccupazione tende a limitare la domanda interna.
• In armonia col descritto quadro europeo si colloca il clima di fiducia delle imprese manifatturiere italiane che dichiarano di riscontrare un miglioramento generale sia nei giudizi sia nelle attese della produzione per i beni di consumo, per i beni intermedi e per i beni strumentali.
• Anche il clima di fiducia delle imprese di costruzione è in ascesa sia pur modesta, così come il clima di fiducia delle imprese dei servizi. Altrettanto dicasi per quanto concerne la grande distribuzione moderna e la distribuzione tradizionale.
• La produzione industriale, tuttora in territorio negativo, nel corrente anno si presenta con un’altalena di variazioni tendenziali mensili culminate col -4,6% di agosto. Analogamente dicasi per le variazioni tendenziali di periodo che, tuttavia, dopo un progressivo peggioramento nei primi cinque mesi hanno poi invertito la rotta assestandosi sul -4,0% nei successivi tre mesi.
• La citata stazionarietà degli ultimi tre mesi potrà molto probabilmente far differire d’un trimestre il “punto di svolta” (cioè il passaggio dalle variazioni tendenziali negative a quelle positive) sia della produzione industriale presa nel suo complesso, sia la produzione dei beni di consumo, settore questo colpito dalla recessione meno duramente degli altri settori.
• Per quanto riguarda invece il ritorno alle posizioni detenute nell’anno ante-recessione (2007) occorrerà parecchio tempo, poiché il totale della produzione industriale dovrà recuperare il 22,9% della situazione pregressa, quale risultante fra il recupero massimo del 33,6% da parte dei beni di consumo durevole e il recupero minimo dell’8,5% dei beni di consumo non durevole.
• Anche il totale del fatturato dell’industria si presenta con andamenti opposti (pur sempre in area negativa): infatti, il cumulato gennaio-aprile scende sino al -6,2% mentre il cumulato gennaio-agosto recupera salendo al -4,9% .
• Detti andamenti riflettono gli andamenti del fatturato nazionale e del fatturato estero, ma con una differenza sostanziale: il fatturato nazionale cammina in territorio negativo conseguendo per il periodo gennaio-agosto un -7,5%, mentre il fatturato estero viaggia dallo scorso gennaio in territorio positivo conseguendo un +0,9% per lo stesso periodo.
• Quanto sopra esposto a proposito del fatturato può essere pedissequamente ripetuto a proposito degli ordinativi che, ad ogni buon conto, chiudono il periodo gennaio-agosto con un -4,7% complessivo, risultante fra il -8,5% per il mercato nazionale e il +0,6% per i mercati esteri.
• L’industria delle costruzioni, che è certamente il settore più colpito dalla recessione, ha presentato anch’esso un andamento in discesa nel periodo gennaio-maggio chiudendolo con una variazione tendenziale del -12,5%, per poi concludere in salita il periodo gennaio-agosto con una variazione tendenziale del -11,60%.
• Il saldo del commercio con l’estero continua a segnare bel tempo presentando un risultato di 19,3 miliardi, superando nettamente il risultato maturato a luglio (18,0 miliardi).
• Ciò è dovuto – sempre per lo stesso periodo – da un lato, al limitato regresso (-0,3%) delle esportazioni per il prevalente merito dell’incremento del +2,3% del commercio coi paesi extra-Ue; mentre dall’altro è dovuto al consistente regresso delle importazioni (-6,4%) causato dalla contenuta attività produttiva nazionale.

Rapporto del 23 ottobre 2013, sui dati dell’agosto 2013
• Anche l’andamento dei prezzi dei prodotti industriali sembra ben orientato, poiché progredisce a piccoli passi pur rimanendo in territorio negativo. Infatti per il periodo gennaio-agosto le variazioni tendenziali negative guadagnano qualche posizione portandosi al -0,6% nel complesso, quale risultante fra il -0,7% maturato nel mercato interno e il -0,9% nel mercato euro ed il -0,2% nel mercato extra-euro.
• Il fattore stagionale unitamente a quello dell’andamento riflessivo dei consumi, ha prodotto una decisa battuta d’arresto al tasso d’inflazione, misurato dall’indice nazionale dei prezzi al consumo, che è sceso al 0,9% (di settembre) dall’1,2% dei tre precedenti mesi.
• Stante la tendenza tuttora riflessiva della produzione industriale, non sembrano prospettarsi a breve miglioramenti nei tassi occupazionali. Infatti, il tasso complessivo della disoccupazione in agosto è salito al 12,2%, dal 12,0% di luglio, e quello del settore giovanile (cioè dell’età compresa fra i 15 e i 24 anni) è salito al 40,1% dal 39,5% di luglio.
• Lo scenario congiunturale fin qui tratteggiato non ha mancato di imporsi anche al mercato pubblicitario, facendogli registrare in agosto una contrazione del -10,8%, certamente di peso maggiore di quella più rassicurante del -4,7% di luglio ma, comunque, di peso notevolmente minore di quella oltre il -15% mediamente sofferta nel primo semestre.
• Tuttavia detta contrazione mensile non dovrebbe suscitare particolari preoccupazioni poiché la variazione % del periodo gennaio-agosto si è portata al -15,5% dal -15,7% del periodo gennaio-luglio.
• Inoltre, secondo i calcoli estrapolativi le variazioni % mensili 2012 e 2013 continueranno a disporsi su un trend ascendente che dovrebbe portarle in territorio positivo conquistando un confortante livello positivo nel prossimo dicembre
• Il favorevole andamento delle variazioni % mensili si riversa ovviamente sulle variazioni % di periodo che, secondo gli analoghi calcoli estrapolativi, si appresterebbero a chiudere il 2013 con un -7,4% nei confronti del 2012. Detta stima previsiva conferma sostanzialmente il -6,0% calcolato sui dati aggiornati allo scorso luglio.
• Si ritiene buona cosa prestare attenzione su una certa congruità fra le suddette stime previsive degli investimenti pubblicitari (-7,4%) e quelle riguardanti la strettamente correlata produzione industriale dei beni di consumo, stime calcolate nel -2,6% sempre quale confronto 2013/2012.
• Infatti, le due stime si mantengono nell’intorno del tradizionale rapporto funzionale secondo cui alle contrazioni negative della produzione industriale corrispondono variazioni negative più che proporzionali degli investimenti pubblicitari.
• Per quanto concerne il rientro in territorio positivo delle variazioni degli investimenti pubblicitari, i calcoli effettuati sembrano rimandarle al 2014; mentre per quanto riguarda il ritorno alla situazione dell’anno precedente la recessione si dovrà attendere molto più a lungo, dovendosi recuperare ben un terzo degli investimenti di quell’anno.
Secondo consuetudine si riportano le previsioni degli investimenti pubblicitari 2012 rispetto a quelli del 2011, formulate da Autorevoli Fonti di cui si è venuti a conoscenza.