Canto per un laureato errante (ed inutile) d’Italia

Di Maurizio Rompani

Ok ragazzi adesso e’ andata, vi siete laureati.  E’ sempre un po’ triste quando si finisce una pagina della nostra vita e bisogna voltarne un’altra, tutta ancora da scrivere ma questa è la vera vita, un insieme di pagine da sfogliare e su cui riflettere prima di affrontare le successive. Avete tutti preso dei voti belli e meno belli, certo il risultato finale e’ stato diverso per ciascuno di voi ma questo è  un anticipo di ciò che vi capiterà nella vita: raccogliere ciò che si è seminato. No, non parlo della meritocrazia: quella è solo una utopia di cui vi parleranno spesso, ma che si rivelerà presto per quella che è: una illusione. Il motivo? Semplice, molti di quelli che ve ne parleranno, soprattutto se ai piani alti, anche se non tutti per fortuna, non devono certo la loro posizione ai propri meriti.Certo vi siete laureati in un corso di laurea inerente la Comunicazione e qualcuno molto in alto ha detto che la vostra laurea non vale niente. Non fateci caso, imparate ad essere  superiori a certe persone, anche perché ne incontrerete tante nella vostra vita. Una carica gran parte delle volte non è risultato di una cultura ma di una  tessera. Comunque la verità è che una laurea vale  solo in base al valore di chi  l’ha ottenuta: si può non valere niente pur essendo medico, avvocato, ingegnere. L’unica vostra colpa ( sic ! ) è quella di aver ottenuto, con i vostri sacrifici e quelli dei vostri genitori, una laurea nuova, senza un retroterra culturale alle spalle. Bene cominciate a costruirlo voi e automaticamente sarete superiori a chi questo retroterra l’ha solo trovato, sfruttato e, in molti casi, rovinato facendone il giardino di casa sua.Adesso dottori tocca a voi: qualcosa spero abbiate imparato. Cosa ? Di vivere e combattere sempre per i vostri valori. Cercate di vincere, piuttosto perdete ma non pareggiate mai. Il pareggio è la culla di quella ipocrisia che permette a tanti mediocri di sentirsi importanti.  L’Italia moderna, non quella dei padri fondatori e costituenti, ha sempre considerato il pareggio il risultato più bello e  tutti abbiamo sotto gli occhi cosa siamo diventati. Costruitevi voi la vostra vita, createvi le definizioni che saranno alla base della vostra vita, non fatevele mai costruire da chi usa le definizioni per i propri scopi,  Vivete i vostri i sentimenti, gli amori, le amicizie, i lavori e anche i dolori ma non perdete mai la vostra dignità’ e urlate in faccia a tutti il vostro diritto a scegliere. Non fatevi mai costruire dagli altri la vostra vita. Avete fatto un percorso assieme ai vostri professori, i migliori di questi vi avranno detto, salutandovi, che hanno imparato molto da voi come da ogni studente che hanno incrociato, si augureranno non di avervi insegnato qualcosa ma di avervi fatto capire quanto valete. Insomma vi saranno  stati  utili, non indispensabili.Uno studente ha scritto queste bellissime parole ad un suo insegnante “Una persona che per noi studenti ha dimostrato di ESSERCI, con le sue critiche costruttive, i suoi interrogativi posti per scuoterci e all’occorrenza con i suoi consigli amichevoli, che ci ha dato la possibilità di ESPRIMERCI secondo le nostre attitudini, sorvolando le nostre carenze spesso colmate con il dono della sua esperienza, che ha creduto in NOI mostrandoci come la profondità sia in tutte le cose, basta che qualcuno ti prenda per mano e a volte ti insegni a vederla. Grazie per averci fatto scegliere di essere noi stessi.”Ragazzi tocca a voi cambiare, non è questione di età . Fatelo assieme a tutti coloro che, giovani e vecchi, credono che il futuro sia uno scenario tutto da costruire e non una proprietà da difendere. Non fatevi irretire da chi vi spinge verso il conflitto generazionale, ricordatevi che tutte le grandi civiltà sono cresciute grazie alla collaborazione fra le generazioni: solo questa partecipazione è sinonimo di progresso e cultura. La nostra generazione ci ha provato e ha fallito. Non è vero che non ci è riuscita, ha fallito perché non ha voluto e si è affidata a coloro che il cambiamento lo volevano solo a parole mentre in realtà cercavano solo il proprio interesse e guadagno. Ha fallito perché ha pensato che il cambiamento fosse più facile ottenerlo stando seduti sul divano della casa di Cortina o Capalbio.  Non fate il nostro errore: qualunque sia il vostro ruolo state in  mezzo alla gente e ascoltate i loro problemi, partecipate con loro, vivete con loro e vivete i loro problemi, diventate esempio e solo così diventerete dei capi, dei leader. Autorità è il modo di guidare degli incapaci, autorevolezza quello dei grandi.Adesso incontrerete tante persone che, pur credendosi intelligenti, useranno solo il pronome io, mai il tu o il voi.  Tocca a voi rifiutarli e, se potete e volete, diventare ogni tanto il granello di sabbia nell’ingranaggio dell’apparire e del nulla in cui vogliono farci vivere.Un granello di sabbia è poco, tanti sono una tempesta di sabbia e quella fa male. Auguri, ne avrete bisogno ma per favore cercate di farcela. Fatelo per quelli che come me non sopportano più il mondo che li ha avvolti e da cui non riescono più ad uscire.