Balla che ti passa. Ovvero, ciò che i talent italiani dovrebbero imparare

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di Andrea Polo

Non chiedetemi perché l’ho guardato, perché continuo a farlo e perché, se passano le repliche anche di puntate che ho già visto, comunque almeno qualche minuto mi ci fermo, non so dirvelo neppure io. America’s best dance crew, il programma di MTV che da alcune stagioni mette in scena le competizioni fra diverse squadre (ops, Crews!) di ballerini non professionisti americani, su di me ha questo effetto: catalizzante. Il programma è drammaticamente semplice e lineare, un campionato ad eliminazione diretta con tre giudici vip (almeno per gli Stati Uniti) e il giudizio finale su chi lascia il programma nelle mani (e nel televoto) del pubblico a casa. A condurlo è un attore ballerino, Mario Lopez, noto in Italia per la sua partecipazione ad alcune stagioni della serie Paso Adelante, trasmesso tuttora da Italia 1. Mario Lopez conduce il programma in maniera svelta, senza fronzoli ed infinitamente lontana dallo stile dei padroni di casa dei talent italiani (ecco forse un primo motivo per cui mi ci fermo). Simile solo, forse, al primo Francesco Facchinetti di XFactor. La trasmissione di MTV alla fine è piacevole perché si vedono ballare, e molto bene, ragazzi affiatati, che inseguono un sogno non necessariamente legato a un contratto con una major. Non sono legati alla squadra di uno dei giudici e i giudici stessi fra di loro non litigano (ecco forse un secondo motivo per cui mi piace il programma), anzi, spesso si spalleggiano l’un l’atro nel dare consigli, rimproveri o critiche ai ragazzi che hanno davanti i quali, non sentendosi divi già arrivati, ne fanno tesoro e se il televoto li salva, già dalla puntata successiva dimostrano di aver guadagnato un pezzo di esperienza, quella che arriva da un consiglio competente e sincero (ecco forse un terzo motivo per cui mi piace il programma).Chi ha vinto le scorse edizioni di America’s best dance crew? Non lo so e non mi cambia alcunché saperlo. Alla fine dei conti, ogni puntata è uno show a se stante. Un’ora circa, e non un interminabile brodo allungato come nei talent italiani (ecco forse un quarto motivo per cui mi piace il programma), che scorre veloce con esibizioni sufficientemente lunghe per fare apprezzare la bravura dei ballerini, ma altrettanto sufficientemente brevi per non far stufare lo spettatore. MTV trasmette questo programma ormai da diverse edizioni e nell’ultima (appena conclusa) America’s best dance crew ha anche guadagnato la prima serata (trasmessa ad orari da prima serata e non da nottambuli, ricordate??). A questo punto ho il legittimo sospetto di non essere l’unico in Italia a cui la gara fra crews provoca un piacevole effetto. Forse i signori dei talent italiani dovrebbero guardarlo e cominciare a riflettere sul fatto che giudici o insegnanti litigiosi, pubblico parlante in cerca di tristi momenti di popolarità, esibizioni protratte fino allo stremo delle forze e della pazienza del telespettatore, non sono necessariamente la chiave di un successo duraturo.P.S. Sapete dirmi quando è la prossima puntata di America’s best dance crew????