C’era una volta un programma piccolo piccolo

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di Andrea Polo

C’era una volta un programma piccolo piccolo, al tempo stesso originale per la televisione italiana e piuttosto naïf per il modo in cui veniva condotto e rappresentato da una giornalista intelligente e garbata che da allora, ed era il 1989, rimase indissolubilmente legata alla trasmissione e viceversa.Lei è Donatella Raffai (che nonostante le false voci circolate su molti blog e in molti tempi, gode di buona salute e vive in Francia dove si è trasferita diversi anni addietro) e il programma è, chiaramente, Chi l’ha visto? Con Donatella Raffai, nella prima edizione, conduceva anche Paolo Guzzanti, ma il successo della trasmissione e personale di Donatella Raffai (che portò Rai 3 a vette di ascolto difficilmente raggiunte in seguito e guadagnò anche un Telegatto come personaggio televisivo dell’anno) fu tale da metterlo in ombra e io stesso, confesso, non me ne sarei ricordato se non lo avessi letto su Wikipedia (santa Rete protettrice dei vuoti di memoria!!).Chi l’ha visto? diede il via alla televisione di servizio, fatta bene. Sulla sua scia molte altre trasmissioni in tante reti televisive nacquero, ma nessuna riuscì ad eguagliare il successo del programma di Rai 3. Non ci riuscì nemmeno la stessa Raffai che provò altre esperienze con molta minore fortuna. Nel corso degli anni, sia pure con alterne fortune, Chi l’ha visto? ha continuato ad essere trasmesso e alla sua conduzione si sono alternati diversi volti; dalla compianta Marcella De Palma a Giovanna Milella, da Alessandra Graziottin (in coppia con Luigi Di Majo) agli stessi redattori storici (capeggiati da Fiore De Rienzo) che colmarono il vuoto lasciato nel video dalla prematura scomparsa della De Palma. Per ben quattro anni, e con una perenne faccia funerea, la trasmissione fu affidata senza un vero perché all’attrice Daniela Poggi per poi tornare a una conduzione giornalistica con l’attuale volto della trasmissione: Federica Sciarelli. Alla Sciarelli, passata alla conduzione direttamente dalla scrivania del TG3, va senza alcun dubbio riconosciuto il merito di aver rivitalizzato il programma e di avergli dato un taglio nuovo e, forse, più in linea con i tempi che stiamo vivendo. E’ proprio questo nuovo taglio di Chi l’ha visto? che mi rende perplesso. Si tratta di un programma sempre più di indagine, ma non televisiva, poliziesca. Le storie degli scomparsi ormai sembra restino solo per tenere vivo il titolo e a farla da padroni sono i casi irrisolti della cronaca italiana. La cosa più sorprendente, però, è che la redazione guidata dalla Sciarelli sembra riuscire dove hanno fallito gli organi preposti alle indagini.  Fra i casi trattati, e in parte risolti o comunque notevolmente facilitati nelle indagini grazie alla trasmissione, quelli di Angela Celentano, Denise Pipitone, dei fratellini scomparsi a Gravina di Puglia fino al caso di Emanuela Orlandi e a quello di Elisa Claps. Ma anche casi di stupri non puniti, pedofilia o reati di vario genere, incluso il massacro del Circeo e una contestazione ereditaria fra le una volta bimbe ospiti di un orfanotrofio creato da un nobile benefattore e l’attuale amministrazione della fondazione dedicata allo stesso personaggio. Tutto ciò, forse, racconta l’evoluzione della televisione di oggi che vira sempre di più sugli argomenti in grado di fare audience, ma ho dovuto veramente fermarmi e riflettere quando qualche giorno fa ho letto il take di un’agenzia di stampa che, più o meno, cito: “Arrestato in Gran Bretagna un pedofilo rintracciato grazie a una trasmissione televisiva.”  Il collegamento è stato immediato; anche io avevo visto la puntata di Chi l’ha visto? dove la mamma di una bimba abusata dal padre chiedeva aiuto per rintracciare l’ex marito che, dopo una condanna definitiva per questo terribile reato, si era reso irreperibile. La polizia lo cercava (o almeno aveva aperto le indagini) da mesi. Alla redazione di Chi l’ha visto? è bastata una manciata di giorni per trovarlo, metterlo alle strette, filmarlo per poter fugare ogni dubbio di mera somiglianza fisica, condurre da lui le forze dell’ordine e assicurarlo alla giustizia.  Questo dovrebbe far riflettere, e non solo gli spettatori.