Un piccolo programma… straordinario

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di Andrea Polo

Se pensate che questa rubrica sia stata creata solo per mettere in evidenza quello che della televisione non mi piace o che ritengo poco degno di lode, ebbene, questa settimana sarà un piacere stupirvi. La Teleosservazione che state per leggere si rivolge a un programma piccolo piccolo, condotto con garbo e scritto, prodotto e realizzato con estrema competenza. E scusatemi se questo è poco. Sto parlando di Vite Straordinarie, in onda su Rete 4 il martedì in prima serata. La Guarnieri si è allontanata in punta di piedi dal bancone della conduzione del TG di Studio Aperto che l’ha resa famosa ed è entrata nei panni della conduttrice con un prodotto che ben le si addice. Mi è parsa particolarmente meritevole la puntata andata in onda lo scorso 11 Maggio dedicata alla Storia di Casa Savoia. Elena Guarnieri (e il suo staff redazionale e autoriale, perché non dimentichiamo che a fare una trasmissione non è mai, nel bene o nel male, il solo conduttore), è riuscita a creare un racconto interessante, preciso e facile da seguire delle intricate vicende di casa Savoia. La trasmissione è scivolata molto bene passando da argomenti molto noti a dettagli meno risaputi delle vicende umane, storiche e dinastiche di casa Savoia. Si è passati (e con un senso compiuto!) dal periodo arcinoto degli ultimi anni del Regno d’Italia, fino alla condizione RAI di Emanuele Filiberto; dalle vicende giudiziarie, vecchie e nuove, di Vittorio Emanuele alle scazzottate fra lo stesso Vittorio Emanuele e il Cugino Amedeo d’Aosta  a margine del matrimonio reale di Felipe di Borbone e Letizia Ortiz. E il solo immaginare la scena della scazzottata ai margini del belmondo e con cotanto parterre valeva l’intera visione del programma.Quello della puntata dedicata a Casa Savoia, però, non è un caso isolato di un prodotto andato bene. Guardare le puntate di Vite Straordinarie è veramente piacevole (ricordo ad esempio quella precedente dedicata alla vita di Papa Giovanni Paolo II) e un nuovo modo di fare informazione e ripercorrere, attraverso le vicende pubbliche e private di personaggi noti,  gli eventi che, in qualche maniera fanno parte, o dovrebbero fare parte della nostra memoria.A fare divulgazione in televisione, quindi, non sono deputati solo i sia pur bravissimi componenti della famiglia Angela. Qualche piacevole sospetto lo abbiamo avuto nel momento in cui è apparso in televisione il Format SFIDE – a cui Vite Straordinarie ha in passato, almeno nell’idea, attinto, salvo poi trovare una sua strada che gli ha permesso di crescere, e bene – e le trasmissioni di Elena Guarnieri sono una piacevole conferma di tutto ciò. Lo sono anche nella scelta dei soggetti di cui si parla. Alcuni forse ovvi e ormai diventati quasi dei classici (vedi Lady Diana Spencer o, forse, lo stesso Karol Wojtyla), altri importanti ma forse meno “approfonditi” da programmi di questo genere (è il caso del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa o Mohammed Alì), altri ancora decisamente non comuni  se inseriti in un contesto alla fine dei conti giornalistico (Vite Straordinarie ha dedicato anche una puntata a Gesù e una a Maria di Nazareth!).Insomma, su Vite Straordinarie c’è ben poco da aggiungere se non che di prodotti realizzati e confezionati in questa maniera sarebbe bello vederne altri; e tanti complimenti ad Elena Guarnieri e a tutto il suo gruppo di lavoro. Alla prossima puntata.