C’era una volta Ettore Andenna

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di Andrea Polo

Grido di dolore di un telespettatore comune: “Perché se io posso andare in ferie soltanto un mese all’anno e se parte delle mie assenze possono essere decise dal mio datore di lavoro, i palinsesti televisivi sono titolati a farsi mesi di vacanza quando cavolo vogliono loro e senza consultare un panel di telespettatori come fanno per qualunque altra cosa che sia spinta da uno sponsor????” Da qualche giorno, ahinoi negletti e forzati delle ferie agostane, è cominciata la tortura dei non palinsesti estivi. Sono spariti, spesso senza lasciare alcuna traccia, i programmi che bene o male hanno accompagnato gli scorsi mesi per fare posto al vuoto più assoluto. Purtroppo già sappiamo che ci aspettano mesi e mesi di repliche di film targati anni ottanta, scazzottate fra Bud Spencer e Terence Hill in abiti da Cowboy e partite a scacchi con delitto fra Terence Hill, questa volta in abiti talari, e Nino Frassica vestito da Carabiniere. Nella migliore delle ipotesi potremmo sorbirci una delle innumerevoli e tutte identiche prime serate presentate da, in ordine sparso ed alternato, Carlo Conti, Antonella Balivo, Milly Carlucci o, se il canale è Mediaset, Paola Perego, Paola Perego o Paola Perego. Se siete davanti a un supplizio di questo tipo, attenti al conduttore. E’ solo da quello che riuscirete a capire che canale state guardando; tanto ospiti, premiati, premiatori e sfilate di moda di designer più o meno sconosciuti saranno identici da una parte come dall’altra. Ricordo con nostalgia e affetto quelle estati di diversi anni addietro in cui esistevano programmi pensati appositamente per un pubblico estivo. Si guardavano i Giochi senza frontiere, i Festivalbar o anche format creati, o importati quasi ad hoc, come fu quel Beato fra le donne che, non appena cominciò a macinare ascolti….scivolò nei palinsesti invernali per poi sparire, vittima della sua eccessiva “estività”. Jocelyn prima, Gigi Sabani poi diventarono grandi specialisti dell’intrattenimento estivo, ma poi finirono fuori dalla scatola luminosa, quasi per un beffardo e insensato incantesimo. Messaggio per i vari deux ex machina dei palinsesti televisivi italiani: gli italiani guardano la televisione anche in Estate e se non lo fanno è perché della seicento milionesima replica de L’allenatore nel Pallone o di Altrimenti ci arrabbiamo… si sono francamente rotti le scatole (e non facciamo riferimento ad elementi sferici solo per non urtare la suscettibilità di alcuni dei lettori di questa pagina, tanto il senso lo avete colto).Va anche riconosciuto che nei mesi estivi, alcune volte, sono stati sperimentati programmi poi diventati grandi successi; dal jukebox televisivo di Varietà, alla trasmissione rea, o meritevole direte voi, di aver rilanciato Fabrizio Frizzi, I soliti ignoti, ma questi casi, veramente, possono essere contati sulle dita di una mano.C’è chi dice che la salvezza dell’estate televisiva arriverà dai canali digitali. Speriamo, anche se non spicca certo per attrattività la media delle proposte attualmente presenti nei vari bouquet. Forse aver campo libero dalla programmazione dei grandi network permetterà ai piccoli di inventarsi qualcosa di nuovo e interessate, lo speriamo vivamente; ma ancor di più speriamo che si metta in atto un processo di seria riflessione fra le dirigenze televisive per capire che anche nel periodo estivo si può osare con delle belle produzioni che raccoglierebbero forse più pubblico di quanto non pensino loro. E se hanno dei dubbi…chiedano pure ad Ettore Andenna e soci.  P.S. Se proprio vi va di riflettere, cari papaveri della Televisione nostrana, pensate anche al fatto che se una cosa si chiama “prima serata” non ha troppo senso farla cominciare alle “prime luci dell’alba”.