ITALIANI, VITTIME DEL CONTANTE SEI BLOGGER, UNA SETTIMANA, ZERO CONTANTI

Nato come contest, il “Bye Bye Cash” realizzato da No Cash Day, con la sponsorizzazione di MasterCard, si è rivelato un vero e proprio esperimento sociale perché durante la “No Cash Week”, la settimana appena conclusasi durante la quale sei blogger italiani hanno vissuto utilizzando solo denaro elettronico, ha prodotto un patrimonio di esperienze in grado di descrivere uno spaccato che vede il Belpaese più che attratto, vittima del cash.
Selezionati attraverso un casting e dotati solo di una Carta Prepagata MasterCard PayPass, sei bloggers provenienti da Roma, Milano e provincia, Potenza e Genova hanno dovuto vivere un’intera settimana raccontando sul proprio blog l’esperienza quasi innaturale di condurre la propria vita senza mai fare ricorso a monete e banconote.
Il vincitore del contest si conoscerà a settembre, ma i diari dei sei blogger, con post, video e foto raccontano con spunti nuovi ed interessanti il nostro strano rapporto col contante.

L’Italia è un paese con una fortissima penetrazione di tecnologia, al primo posto per anni per possesso e utilizzo di cellulari, con una diffusione nella media di “plastiche” per pagare elettronicamente, ma al momento di utilizzarle è in fondo alla lista dei principali paesi europei: un fenomeno che non si può spiegare solo come fatto culturale perché gli ostacoli che si incontrano non sono affatto pochi e questo ci rende più che amanti del cash, delle vere e proprie vittime.
I casi di successo e di insuccesso dei nostri blogger alle prese con il denaro elettronico quasi si equivalgono, anche se le azioni virtuose che hanno compiuto hanno permesso di mostrare come pagare con gli strumenti di pagamento elettronico è spesso reso difficile dalla mancanza di abitudine all’uso e dal fatto che molti piccoli commercianti non accettano la carta, ma è possibile e soprattutto semplifica la vita: c’è chi è riuscito a comprare il pane dal fornaio, un semplice caffè, una piccola riparazione da pochi euro, un tramezzino a domicilio in ufficio, a fare la spesa online, o addirittura a comprare una fetta di cocomero. E poi, siccome in palio ci sono 2mila euro per il diario più creativo, alcuni hanno fatto ricorso a tutta la loro fantasia: la chiromante online, la pizza a domicilio ma pagata online, l’edicolante, il tabaccaio, gli acquisti attraverso il telefonino e l’utilizzo delle nuove tecnologie come MasterCard PayPass (una nuova tecnologia che permette di pagare passando velocemente la carta vicino a un lettore).

I blogger nonostante la diversa provenienza geografica hanno incontrato ostacoli e resistenze abbastanza simili, e hanno realizzato un’indagine accurata delle principali barriere all’uso degli strumenti elettronici: la prima fra tutti il fatto che soprattutto i piccoli commercianti non accettano le carte per motivi legati ai costi dell’epayment e ne scoraggiano l’uso anche in casi in cui è tecnicmente possibile. I sei bloggers hanno anche viaggiato e hanno fatto acquisti su Internet durante la settimana senza contante dimostrando che gli strumenti di pagamento elettronico sono diventati indispensabili e ci consentono di pagare in modo semplice e veloce.

L’esperienza dei bloggers sembra confermare i risultati della ricerca che No cash Day ha commissionato ad Alterego e che è stata presentata nel corso della conferenza della prima edizione dell’iniziativa lo scorso 20 giugno, nella quale emergeva un fatto interessante, ovvero che i fattori realmente determinanti la preferenza del contante da parte degli italiani, non erano antipatia nei confronti del sistema, paura del controllo o i costi legati all’epayment, quanto invece una propria tendenza culturale, abitudine o maggior facilità del controllo della propria spesa, salvo poi preferire la carta durante i propri viaggi all’estero.
Quello che se ne trae è la necessità, in alcuni casi forte, di un’informazione più adeguata per valorizzare l’attitudine positiva all’utilizzo di strumenti alternativi al cash, accompagnata da azioni volte a riconfigurare la cultura e le abitudini. Infatti più del 40% del campione, ritiene che le informazioni attualmente disponibili sui media non siano in grado di aiutare a comprendere meglio gli strumenti di pagamento e che gli strumenti dai quali vorrebbero trarre informazioni al riguardo, oltre ai tradizionali TV, Radio e Stampa, sono i website specializzati con un rilevante 17,1%.