OLTRE LA DEONTOLOGIA

di Maurizio Rompani

Comunicare è aprire uno spiraglio comune fra gli interlocutori, una sorte di paradigma che coinvolge tutti, sia nei rapporti umani che nell’attività professionale. La comunicazione è diventata, in questi ultimi anni, un tema di grande attualità, che affascina un po’ tutti e al tempo stesso così apparentemente semplice da permettere a chiunque di poter dire la sua praticamente indisturbato. Sul come comunicare vi è una deontologia professionale che stabilisce diritti e doveri di chi si occupa di comunicazione, vi è un’ etica della comunicazione che permette di trovare i riferimenti morali che orientano i nostri comportamenti.
Tante sono però le domande che sorgono spontanee, che dobbiamo finalmente porci per evitare di chiuderci sempre più in uno spazio auto referenziante, soprattutto di autoassoluzione, come sempre più spesso sta accadendo. La dimensione etica è strutturalmente dentro la decisione o ormai, come troppo spesso vediamo, è ridotta ad una ottica parziale e facoltativa ? I codici e la deontologia professionale hanno ancora una validità? Sono in grado di dare una risposta definitiva ai problemi etici della comunicazione, a questioni che risultano prettamente di carattere morale ? Ma soprattutto questo quotidiano far riferimento all’ etica è reale o ha un fine?
Dobbiamo cominciare a pensare ad un’etica nella comunicazione che chiama in causa tutti noi, che chiama in causa la responsabilità di chiunque voglia comunicare, che implica nel comunicare la capacità di saper compiere scelte morali, facendo riferimento ad alcuni criteri e principi di comportamento etico, validi e condivisi. Condivisione che è esattamente l’opposto di chiudersi in se stessi, che soprattutto è l’opposto di una presunta superiorità culturale.
Le risposte possono venire solo dalla riflessione e non dall’imposizione, dalla discussione e dal confronto delle idee per identificare quanto è sviluppo di principi condivisi e quanto è imposizione di principi personali; il fine è di affiancare alla cultura per la comunicazione una cultura della comunicazione, di sostituire una sorpassata etica della comunicazione con una etica nella comunicazione, che ci permetta di dare una soluzione allo scontro tra servizio e protagonismo, che vede quest’ultimo sempre più preponderante.
In definitiva non dimentichiamoci che “comunicare è cercare la verità per condividerla”.