FEDELTA’ O INTEGRITA’ : NUOVI “CODICI”, NUOVE DEFINIZIONI

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Relazione aperta o coppia flessibile….

Su Facebook “in una relazione aperta” ha sostituito “coppia aperta”

di Francesco Pira

Persino gli strateghi di Facebook in Italia hanno messo in discussione quella che sembrava una delle più gettonate definizioni nello stato sentimentale (o pseudo tale) degli iscritti al libro delle facce: coppia aperta.

Da qualche giorno chi s’iscrive, o vuole modificare il suo profilo, trova: single, impegnato, fidanzato ufficialmente, sposato, relazione complicata, vedovo, separato, divorziato e ..….udite udite… in una relazione aperta.

Sostituisce coppia aperta che ormai è definizione archiviata. Se andate in giro a chiedere cosa significava (visto che ormai la definizione è deceduta sul web) coppia aperta, in pochi vi davano una risposta sincera. Soltanto le ventenni o i ventenni si sbilanciavano. “Significa – mi hanno spiegato – che hai una storia fissa, ma che puoi andare anche con altri. Ma non per amore…solo per sesso”. Ed ecco che si riapre la solita controversia tra uomini e donne, o meglio tra maschi e femmine, che in estate si acuisce. Anni fa un’indagine dimostrò che gli uomini soprattutto nel mese più caldo dell’anno sono più infedeli( non sappiamo però se almeno in questo è stata raggiunta la pari opportunità!)

Questo permise a qualche quotidiano di titolare: “Agosto, moglie mia non ti conosco!”

Ma facciamo un passo indietro. Correva l’anno 1997 ed un filosofo italiano, Luciano Ballabio, pubblicava il libro “La coppia flessibile” (Franco Angeli) con un sottotitolo che era tutto un programma: le relazioni poligamiche tra libertà e responsabilità.

Avendolo conosciuto personalmente, il filosofo Ballabio prima di aver letto il libro, non gli avrei mai attribuito doti di chiaroveggenza. Eppure con quel libro era stato lungimirante. Non aveva rinunciato, Ballabio, nel capitolo 3 “Divieto e tolleranza della trasgressione” ad una citazione di Arthur Schopenhauer, molto cara a qualche maschietto, tratta da Metafisica della sessualità.

Questo lo Schopenhauer-pensiero: …la fedeltà coniugale è artificiale nell’uomo e naturale nella donna, perciò l’adulterio della donna è molto più imperdonabile di quello dell’uomo, sia oggettivamente per via delle conseguenze, sia soggettivamente perché contro natura.

Ballabio sostiene, e lo fa in maniera molto convincente, che “l’ideale monogamico, imperniato su un’unica relazione vissuta all’interno di un unico matrimonio che dura per tutta la vita, trova sempre meno conferme nella realtà che conosciamo e soprattutto in quella che si profila nel prossimo futuro”. E poi sottolineava: “Lo sviluppo di una relazione monogamica soddisfacente, creativa e al tempo stesso durevole tra una sola donna e un solo uomo implica oggi l’acquisizione, da parte di entrambi, della capacità di affrontare e di gestire razionalmente ed emozionalmente le relazioni poligamiche, attuali e potenziali, dell’uno e dell’altra”.

Più semplice dirlo che farlo! Del resto qualche giorno fa Barbara Stefanelli, nella sua rubrica sull’inserto del Corriere, Io Donna, richiama quanto scritto da Dan Savage, “gay sposato con il suo compagno storico e padre di un bambino adottato”.

Savage “riconosce i vantaggi del matrimonio: protezione dalle infezioni, equilibrio emotivo, certezze sulla partenità. E gli svantaggi: noia, morte del sesso, prevedibilità degli eventi.

E lancia le 3 G: good, abili; living, generosi; game, pronti a tutto. In sostanza trovare un “codice flessibile” che ammetta il tradimento.

Ma il dubbio che questo “codice flessibile” condiviso “ci aiuterà a intrecciare integrità e infedeltà”, assale anche Barbara Stefanelli. Il codice del resto nell’antichità era una raccolta di consuetudini, usi e costumi. Nell’età moderna i codici sono serviti per dare delle regole che garantivano l’unità degli stati.

Ora creare un “codice flessibile” per una “coppia flessibile” in una società liquida (come la definisce Bauman) può essere impopolare, ma utile. Sempre secondo le nuove teorie. Nel senso che ci vuole quella che Ballabio nel 1997 definiva “competenza, necessaria a gestire con la mente, con le emozioni e con i comportamenti, le reciproche tendenze e le reciproche esperienze poligamiche”.

Per il filosofo questa competenza è intelligenze emozionale e sessuale: è capacità di controllare, guidare e gestire con responsabilità emozioni e comportamenti affettivi e sessuali nel contesto di una poligamia relazionale che , anche quando non viene praticata, è pur sempre riconosciuta come possibile.

Riepilogando: codice flessibile, in una coppia flessibile cercando di essere abili, generosi e pronti e tutto. Se riuscite a far tutto questo utilizzate su Facebook la definizione: “in una relazione aperta”.

Che fatica! Non ci bastava la flessibilità sul lavoro. Ora anche sui sentimenti e sul sesso!!!

Avrebbe detto mia nonna: che tempi!!!