NO ALLA DONNA OGGETTO

di Federico Unnia

Donne fortuna, un binomio che potrebbe essere declinato pubblicitariamente parlando in modo costruttivo ma che invece troppo spesso funge da spunto per offensive trovate pubblicitarie. Ne è conferma la recente ingiunzione di desistenza emessa dal Presidente del Comitato di Controllo con la quale è stato imposto il blocco del messaggio pubblicitario “Bastasse solo questo nella vita”, diffuso attraverso delle affissioni diffuse a Crotone lo scorso mese di aprile, in quanto giudicato manifestamente contrario agli artt. 1 e 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. L’affissione, diretta a pubblicizzare l’attività commerciale di Antonio Leuzzi Parrucchieri&Benessere, mostrava in primo piano il sedere di una donna con indosso uno slip ridotto, mentre l’headline recitava: “Bastasse solo questo nella vita”.
Secondo il Presidente del Comitato, l’uso strumentale ed enfatizzato di una parte anatomica intima, completamente svincolata dalla necessità di reclamizzare l’attività commerciale del salone di bellezza in questione, determinava una grave, gratuita ed inaccettabile mercificazione del corpo femminile, con conseguente lesione della dignità della persona. Una condotta, questa, contraria a quanto previsto dall’art. 10 del Codice – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona. Secondo il Presidente del Comitato di controllo, infatti, risultava palese la strumentalizzazione del corpo della donna, al solo unico fine di attirare l’attenzione del pubblico. La scelta del mezzo di diffusione attraverso la cartellonistica nelle strade cittadine produceva poi un ulteriore effetto di amplificazione della decodifica prima descritta, ponendo il messaggio nel suo complesso in contrasto anche con l’art. 1 del Codice. Infatti, il messaggio era idoneo a provocare discredito sulla comunicazione commerciale generalmente considerata. Da qui il blocco della pubblicità, non essendo pervenuti nei termini previsti motivata opposizione all’ingiunzione.