La7, Cairo riacquista Crozza (e boccia Balotelli)

Il comico genovese, dopo la trattativa saltata con la Rai, rinnova con La7 per altri 3 anni. “E’ un numero uno”, dice Cairo. Che al centravanti della Nazionale, invece, consiglia un analista

di Giovanni Santaniello

Maurizio Crozza, dopo il fallimento della trattativa con la Rai, resta a La7: il comico genovese, negli ultimi giorni finito assieme a Fabio Fazio nel mirino del Pdl (Brunetta in testa) per quanto sarebbe costato il suo show sulla rete ammiraglia della tv pubblica, ha rinnovato con la televisione di Urbano Cairo per tre anni “in esclusiva”.

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Il che non gli impedirà di firmare la copertina di Ballarò (a 2.500 euro a puntata), ma certamente di portare altrove il suo ‘Mondo delle Meraviglie’ che, tra l’altro, inaugura domani sera (La7, ore 21 e 10) la serie autunnale.

A ridere per ultimo, quindi, è proprio lui: Urbano Cairo. Il patron di La7 brinda al nuovo contratto con l’agente di Crozza, Beppe Cecchetto, e convocando in fretta e in furia una conferenza stampa ad hoc presso il Principe di Savoia di Milano. Come dire: l’occasione è di quelle che merita.

Del resto, anche Mediaset ha provato a soffiare Crozza a La7. “Con una offerta issima-issima-issima – giura Cecchetto – Ma che Crozza ha rifiutato per una questione di coerenza”. Andiamo: come l’avrebbe presa il pubblico del comico genovese se fosse andato nella tana del lupo? C’è un limite a tutto, anche al conflitto d’interessi, “nonostante Mediaset si fosse impegnata a lasciargli massima libertà”, tiene a specificare l’agente televisivo più strattonato d’Italia.

“Alla fine, Crozza rimane a La 7 perchè gli offre la sua giusta dimensione, gli lascia massima libertà, e lo ha premiato anche economicamente…”, dice Cairo.

Quanto premiato economicamente? Questo è top-secret. Di sicuro, si capisce che Crozza, con le mega offerte che ha ricevuto, guadagnerà di più rispetto allo scorso anno, “ma molto di meno di quanto gli avrebbe dato la Rai (5 milioni in 3 anni, ndr)”, si affannano a puntualizzare Cecchetto e Cairo.

Quest’ultimo non dice di più: “Mica ho Brunetta alle calcagna”, scherza. Ma il primo stenta a nascondere il nervosismo che ha causato la querelle che ha tenuto banco negli ultimi giorni. “Crozza (che mentre si svolge la conferenza, minaccia via tweet una querela al Messaggero per una intervista che reputa inventata di sana pianta) era stato richiesto dalla Rai per un suo rinnovamento editoriale, ma anche in vista di un ritorno economico positivo. Sarebbe costato 110 mila euro a puntata (cifra che Cairo definirà “sovrastimante”, ndr). Il suo show 600mila al massimo. Ora, invece, per coprire la prima serata del venerdì, sapete la Rai quanto spende? Un milione. A conti fatti, Crozza avrebbe fatto risparmiare 400 mila euro per ognuna delle prime 20 puntate programmate. E il risultato si sarebbe dovuto moltiplicare per due anni e mezzo…”, fa di conto l’agente.

Cecchetto la dice tutta quando, convenendo con Cairo, rimarca che è normale da parte di un’azienda e di un suo assunto non rendere pubbliche le cifre esatte di un contratto come vorrebbe invece che fosse il Pdl e il Movimento 5 Stelle nel nome della trasparenza. Questo, per non alterare il mercato (“e poi perché questo dovrebbe valere per la Rai e non per l’Eni, ad esempio? Per caso, è tenuta a dire quanto paga il greggio di estrazione?”).

E quindi: alla fine, essendo sfumata la Rai, essendo stata scartata l’offerta Mediaset, non essendo stata presa in considerazione quella di Sky (“Crozza vuole parlare al grande pubblico di una tv generalista”, dixit Cecchetto), non rimane che brindare a La7.

“Per me Crozza è straordinario. Pur essendo partito nel 2006 col 3%, l’anno scorso ha rappresentato con Santoro il top di rete toccando il 12% di share. E poi io, nel rilevare La7, non avevo detto di voler confermare tutti i big?”, ricorda Cairo.

“Ora, in realtà, rimane anche per sopperire ai risultati negativi delle new entry Paragone e Sottile? Non direi. Io – dice il patron per la serie i panni sporchi si lavano in casa – sono molto contento anche di loro. Ieri Paragone, con ‘La Gabbia’, ha toccato il 4%. E’ alla sesta puntata e sta crescendo costantemente, ormai è vicino alla media di ascolti della rete. Stamattina gli ho telefonato per congratularmi con lui. E anche per Sottile vale lo stesso. Sebbene, forse, il pubblico che l’ha seguito a Rete 4 nemmeno ancora sa che si è spostato su La7. In ogni caso, è vicino al 3%. E dobbiamo accompagnarlo nella crescita. Cosa che già stiamo facendo: in generale, il martedì e il mercoledì, per La7, non sono state mai buone serate. Ma ora, rispetto all’anno scorso, siamo cresciuti del rispettivamente del 50% e del 30%. E a gennaio, per il day time, ci sarà il debutto di Rita Dalla Chiesa…”.

Cairo, naturalmente, porta acqua al suo mulino. Dice che rispetto a un anno fa, il prime time è cresciuto mediamente dell’11% (il 30% se si considera finora il mese di ottobre). E che, per quanto riguarda la pubblicità, l’ultimo trimestre ha fatto registrare un incremento del 3,5%: nonostante il -14% fatto registrare nei primi 9 mesi dell’anno, “la tendenza è cambiata”.

Ma il Cairo del Principe di Savoia che brinda a Crozza non si ferma qui. Con i giornalisti parla di tutto. E lo fa col suo stile: con franchezza. E quindi: su Miss Italia e le critiche di Enrico Mentana la mette così: “Il suo giudizio negativo non mi ha affatto disturbato. Anzi: ha espresso una posizione rispettabilissima. Ma una serata, il 27 ottobre, dedicata a Miss Italia non credo che intacchi la nostra identità di rete. Anzi: può solo aiutarci ad ampliare il nostro pubblico femminile, come sta facendo Sottile che per il 70% si rivolge proprio a loro”.

Sul futuro di La7: sarà con un nuovo socio, magari con Della Valle? “Per adesso non lo posso e non voglio aprire a nuovi soci”.

Cairo tocca anche la vicenda Rcs dicendo che ha accolto favorevolmente la fine del patto di sindacato per il Corriere della Sera. Mentre non vede di buon occhio la fusione con La Stampa (a cominciare da quella delle concessionarie pubblicitarie).

Finale pirotecnico sul calcio e il suo Toro. Qualcuno gli ricorda di Rolando Bianchi. Poteva essere il centravanti più forte d’Italia… “Invece è stata una delusione, ma tecnicamente non è fortissimo. E’ un finalizzatore, ma uno stop non lo fa. E’ alla Gilardino, ma Gilardino è più forte. Andava bene con Colantuono: deve avere le palle in mezzo. E’ un ottimo ragazzo, per carità. Ma anche paraculo con i tifosi. Aveva fatto benissimo a Reggio Calabria con Mazzarri, ma anche lì aveva le palle alte su cui poteva farsi valere. Con Ventura, invece, non poteva giocare, le punte giocano palla a terra in velocità l’una per l’altra. Barreto è fortissimo tecnicamente”.

Meglio di Balotelli. Sul centravanti del Milan e della Nazionale, Cairo è chiarissimo: “C’è una pressione su di lui troppo forte rispetto a quanto può sopportare. Avrebbe bisogno di un buon analista. E non lo dico come un’offesa. Del resto, chi non ne avrebbe bisogno?” Ma con un Crozza in più…