Qui Bari, il Ferragosto caldo del sindaco Emiliano contro la pubblicità omofoba

Il primo cittadino ha segnalato all’Istituto per l’autodisciplina della pubblicità il manifesto di un compro oro in cui Dolce e Gabbana si trasformano in Dolcetto e Banana

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Tutto è nato qualche giorno fa con uno sfogo che un omosessuale ha affidato alla redazione di Repubblica di Bari. Il giornale l’ha fatto suo. E oggi il sindaco di Bari, Michele Emiliano, incurante del Ferragosto, è passato all’azione segnalando all’Istituto per l’autodisciplina della pubblicita’ (Iap) un messaggio pubblicitario di un compro oro ”inequivocabilmente offensivo della dignita’ umana” apparso su alcuni impianti cittadini, fissi e mobili, pur non essendo questi di proprieta’ comunale.

gayIl messaggio ha provocato la reazione indignata di numerosi cittadini e di associazioni Lgbtqi (Lesbian, gay, bisexual, transgender, queer, questioning and intersex). Gli stessi contenuti sono stati lanciati dal medesimo committente in una campagna radiofonica e televisiva.

Emiliano, con una nota inviata al comandante della polizia municipale, ha dato anche disposizioni per accertare che non vi siano violazioni di legge e sia rispettato l’articolo 3 comma 9 dello statuto comunale che impegna l’ente al ”superamento di qualsiasi forma di discriminazione etnica, religiosa, fra i sessi e nei confronti delle diverse comunita”’.

Il sindaco ha inoltre inviato una nota al direttore della Ripartizione Tributi del Comune di Bari, invitandolo a non accettare eventuali prenotazioni di spazi pubblicitari di quel committente per gli impianti di proprieta’ e gestione comunale, ed ha invitato tutte le testate giornalistiche, nonche’ le emittenti radiofoniche e televisive locali ”a non proseguire con la divulgazione di queste campagne che, prendendo a pretesto la promozione di attivita’ commerciali, sconfinano in gravi episodi lesivi della dignita’ delle persone”.

Le associazioni che compongono il ‘Tavolo tecnico Lgbtqi’ del Comune di Bari avevano espresso, in precedenza, preoccupazione per questa campagna pubblicitaria del compro oro pugliese ”gia’ nota per le sue pubblicita’ sessiste e di cattivo gusto”.

Le associazioni segnalavano che veniva presa di mira, questa volta, la comunita’ omosessuale, ”proponendo un’esasperata e volgare ‘satira’ di una famosa coppia di stilisti dichiaratamente gay (Dolce e Gabbana, per l’occasione, sono trasformati in ‘Dolcetto e Banana’, ndr) e presentando uno slogan (“Giallo e le strane richieste di…”, ndr) con una componente omofobica evidente nell’aggettivo ‘strano'”.