Assunzioni Rai, volano gli stracci con l’Ordine dei Giornalisti

Polemica rovente per la corsia preferenziale riservata agli ex allievi della Scuola di Perugia

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Tra la Rai e l’Ordine dei Giornalisti volano gli stracci. Il pomo della discordia è il bando per le assunzioni di Viale Mazzini. Già da giorni la vicenda è al centro dell’attenzione dei piani alti di via Parigi. Ma ora, rischia di arrivare a un punto di non ritorno.

 

Perchè? La Rai vuole assumere 150 giovani tra i 18 e i 29 anni con contratti di apprendistato professionalizzante. Ma dei 75 giornalisti previsti, ha voluto una corsia preferenziale per 35 che hanno frequentato la Scuola di Giornalismo di Perugia, che Viale Mazzini sente un pò come la sua scuola, snobbando le altre ugualmente riconosciute dall’Ordine.

Una scelta assai poco trasparente, a detta del presidente dei giornalisti, Enzo Iacopino. Il quale, ancora oggi, sul suo profilo Facebook, scrive quanto segue: “Prorpio non vogliono capire. Non ci credo che non capiscano. Fingono. Tentano, evocando le cose da fare (alcune da fare davvero) di minimizzare quelle colpevolmente fatte: le 35 assunzioni con chiamata nominativa di ex allievi della scuola di Perugia (che sono colleghi e vanno rispettati, lo dico per tutti e a tutti). Chiedono, all’inizio, di definire che cos’è una scuola aziendale. Ma poi si rendono conto che 35 assunti provenienti dallo stesso Master non hanno bisogno di argomentazioni aggiuntive, salvo voler precipitare nel ridicolo. Così la buttano sul giochino di inizio vacanze, invitando l’Ordine a promuovere il cambiamento. L’idea mi piace – sottolinea Iacopino – anche se ha il retrogusto di una proposta ad aziendam, con effetto assolutorio retroattivo ovviamente. Sono certo che molti di quelli che protestavano per certe leggi ad personam, ora sottoscriveranno quella proposta. Del resto, si sa, chi è forte, o si sente tale, è sempre sorpreso se gli altri non convengono sulla bontà di quel che dice e vuole. Poi, ogni tanto – ricorro a Hans Christian Andersen (da ‘I vestiti nuovi dell’Imperatore’) – viene fuori un innocente, che non ha contratti con la Rai, e grida: “Ma l’imperatore non ha nulla addosso”. E cita l’articolo 2 del Quadro di indirizzi vigente (quindi, da rispettare): “Non possono essere riconosciute scuole di tipo aziendale”. Ma vedrete – conclude il presidente dell’Ordine dei giornalisti – che gli spaccacapelli obietteranno che il riconoscimento c’è già stato; che la frittata è fatta… qualunque altra cosa pur di non ammettere una banalità: le regole sono state violate. Ma “l’imperatore non ha nulla addosso”. L’arroganza non copre le vergogne”.