Mister Amazon compra il Washington Post (con la benedizione degli artefici del Watergate)

107

Dopo il Boston Globe e il Newsweek, è la terza testata in una settimana a cambiare editore. Ma per Woodward e Bernstein, i cronisti che spazzarono via Nixon dalla Casa Bianca, è una buona notizia

twitter@g_santaniello

E sono tre. In una sola settimana prima il Boston Globe, poi Newsweek e infine il Washington Post hanno cambiato editore. Un vero e proprio terremoto nel mercato dei giornali a stelle e strisce, soprattutto se si pensa che la testata della capitale federale è stata acquisita da Jeff Bezos, fondatore nonché amministratore delegato di Amazon.com, la società americana di commercio online.

bern

Come dire: il web compra la carta stampata, quasi sulla falsariga di quei borghesi che nel 19esimo secolo cercavano di imparentarsi con i detentori (a loro volta, un po’ in disgrazia) dei titoli nobiliari per imporsi definitivamente nell’alta società.

Sta di fatto che la nuova era ha la benedizione di Bob Woodward e Carl Bernstein, i due mitici cronisti che scoperchiarono lo scandalo Watergate e costrinsero alle dimissioni il presidente Richard Nixon nel 1974. ”Un ottimo risultato per il Post: sono ottimista”. Afferma Bob Woodward. ”Personalmente, sono triste per l’addio della famiglia Graham che ha rappresentato tanto per il giornale e per il Paese. Ma Bezos mi sembra l’uomo giusto”, aggiunge Carl Bernstein.

I protagonisti della vicenda che ispiro’ nel 1977 il celebre film ”All The President’s Man’, Tutti gli uomini del Presidente, con Robert Redford e Dustin Hoffman, rimangono con il Post nel cuore.

”Bezos – osserva Woodward – ha visione, soldi, pazienza e potenziale per fare bene questo lavoro. Lui e’ un tipo originale che ha cambiato il mercato. Don Graham, l’ex proprietario, ha scelto la mossa piu’ coraggiosa per cercare di sopravvivere. E tutta questione di soldi. Una volta che le entrate pubblicitarie e le vendite stavano affondando – conclude Woodward – doveva fare qualcosa. E ha fatto la cosa giusta”.

”Dal punto di vista personale – commenta Carl Bernstein – sento molta tristezza. Lo stesso Bezos, nella sua lettera ai dipendenti, ha ricordato i principi del The Washington Post e della famiglia Graham, e cio’ che la loro gestione del giornale ha significato, per la citta’ e il Paese. Ho grandi speranze che l’annuncio di oggi – prosegue – rappresenti un grande momento nella storia di una grande istituzione”.

”Riconosco che e’ necessario un nuovo tipo di imprenditorialita’ e di leadership nell’era della nuova tecnologia, non solo per guidare il Post ma forse per lo stesso mercato dei media. Bisogna combinare il meglio dei valori giornalistici di sempre, con tutte le potenzialita’ dell’era digitale. Credo che questo nuovo modello di produzione di profitto finanziera’ la rinascita del nostro modo di scrivere le notizie, essenziale per Washington, per il giornalismo americano, e per il mondo. Jeff Bezos mi sembra la persona giusta, per inventiva e innovazione, in grado di realizzare questa fusione tra novita e’ tradizione. E il Washington Post – conclude Bernstein – e’ il luogo ideale dove cio’ può concretizzarsi”.