Qui Pesaro, il Rossini Opera Festival brand internazionale per far scoprire la città

L’abbinamento funziona: ma il modello rimane Salisburgo, che ha messo il nome di Mozart dappertutto. Anche sulle tazzine e i cioccolatini

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Nella copertura del Rossini Opera Festival da parte dei media, la citta’ di Pesaro si ritaglia un posto di grande rilevanza sullo scenario nazionale e internazionale, che fa ‘viaggiare’ il nome e l’immagine della sede della manifestazione insieme al nome del compositore del Barbiere di Siviglia, sicuramente il suo figlio piu’ illustre. Un abbinamento che rappresenta il brand di Pesaro nel mondo. E’ la conclusione di uno studio dell’Universita’ di Urbino, curato da Lella Mazzoli, direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline umanistiche e dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo, e dalla studiosa Stefania Antonioni, presentato ieri a Pesaro e di cui dà notizia l’Ansa.

rossiiniLa Mazzoli e la Antonioni hanno esaminato la rassegna stampa 2012 del festival, spesso paragonato a quelli di Bayreuth e Salisburgo per la rinomanza mondiale e il legame ad un compositore: 375 le testate giornalistiche tra nazionali, internazionali, locali e specializzate, quotidiani, periodici, magazine, portali di informazione, giornali on line, periodici, pubblicazioni di settore che si sono occupate della manifestazione.

Estrapolando un campione di 47 testate e analizzando il contenuto di 60 articoli, nel 30% del materiale studiato – hanno detto le due autrici – Pesaro figura come ‘complemento di specificazione’, senza nessuna particolare connotazione o descrizione.

Nel 32% Pesaro e il Rof vengono qualificate insieme positivamente, mentre nella parte piu’ corposa (38%) la citta’ e il nome di Rossini sono legati in un ‘costruttivo rapporto simbiotico’ che rappresenta ‘il brand di Pesaro nel mondo’.

Una fama – e’ stato sottolineato – non legata a campagne pubblicitarie ad hoc ma al sostegno di un ‘pacchetto di earned media’, i media ‘che ci si e’ guadagnati’: articoli e servizi sul Rof che raccontano e descrivono anche la citta’ e le sue attrattive come luogo ideale per una vacanza, al di la’ del festival: mare pulito, ristoranti, un entroterra interessante, shopping di qualita’.

”Una ricerca condotta da Ac Nielsen – hanno ricordato la Mazzoli e la Antonioni – dimostra che il 92% dei consumatori si fida piu’ degli earned media, con il passaparola di opinion leader che della pubblicita’ diretta. Un punto di vista disinteressato risulta piu’ convincente e degno di attenzione”.

Insomma, un brand Pesaro-Rossini esiste gia’ ed e’ forte e su quello – secondo i risultati dello studio – bisogna puntare per strategie di medio-lungo periodo.

Soddisfatto il sovrintendente del Rof Gianfranco Mariotti: il festival ha avuto ”un’eccezionale apertura di credito da parte dei media fin dalla sua prima edizione nel 1980” e Pesaro ne ha beneficiato. Ma il merito – ha sottolineato – e’ anche della formula rigorosa ”filologia musicale piu’ massima liberta’ negli allestimenti” della manifestazione e della ”sobrieta’ della citta”’, che ha mantenuto una sua fisionomia autonoma.

”A Salisburgo hanno messo il nome di Mozart dappertutto, persino su tazze e cioccolatini. Da noi non c’e’ niente del genere”. Ma intanto c’e’ chi pensa ad un museo sul compositore (a Pesaro lo e’ gia’ la sua casa natale) con materiale digitale o ad un riconoscimento di Pesaro come ‘citta’ della musica’ da parte dell’Unesco.