Marchi, Riso Scotti dopo 153 anni apre a investitori terzi

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L’azienda cede il 25% agli spagnoli di Ebro Food. Dario Scotti: “Ci apriamo all’internazionalizzazione Roma con i numeri uno”

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Accordo tra l’italiana Riso Scotti e la spagnola Ebro Food che entra nel capitale con il 25%. L’intesa siglata con la multinazionale alimentare iberica che opera nel settore della pasta, del riso e dei sughi con 60 marchi in 25 paesi tra Europa, Nord America, Asia e Africa ha per il gruppo italiano “la valenza di un’alleanza industriale e commerciale finalizzata a dare ulteriore impulso all’internazionalizzazione già da qualche anno in atto nel gruppo Scotti”.

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Dario Scotti

“In uno scenario di economia globale – aggiunge la società – provato da una crisi che sta toccando anche i consumi alimentari, Riso Scotti ha ritenuto di aprirsi a una nuova dimensione capace di dialogare con i mercati allargati. La possibilità di unire le forze, penetrare nuovi mercati, migliorando i canali di distribuzione e aprendo nuove vie di espansione non può che essere letta come una grande opportunità proprio per portare sempre più il Made in Italy nel mondo. Questa è la logica che ha guidato Riso Scotti all’accordo con Ebro Food”.

“Per noi – ha dichiarato Dario Scotti, presidente e ad – è un momento storico: dopo 153 anni l’azienda al 100% di proprietà della famiglia apre ad azionisti terzi. La scelta è stata attenta e meditata, nel desiderio di esprimere una rinnovata e maggiore forza industriale come primo gruppo risiero europeo, in termini di sviluppo e distribuzione di prodotti di nuova generazione. Sappiamo di aver scelto i migliori e siamo lusingati di essere stati scelti dai numeri uno”.