Qui Palestina, rivolta contro il manifesto pubblicitario della top model israeliana

Nel mirino Bar Refaeli, il volto della catena di abbigliamento Fox

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Bar Refaeli, la biondissima top model israeliana, potrà campeggiare sui poster in ogni angolo del mondo, tranne che a Ramallah, Palestina. Non perchè i palestinesi non apprezzino la bellezza femminile di stampo occidentale, ma per ciò che la sua immagine va a rappresentare: quella della Fox, una catena di abbigliamento israeliana conosciuta anche in tanti altri Paesi, ma che ora vorrebbe andare alla conquista anche dei Territori.

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Un’ingerenza, un’ennesima prevaricazione dell’economia israeliana: così l’ha presa la parte dei Palestinesi che maggiormente ha il dente avvelenato nei confronti dei vicini.

Così, il boicottaggio è scattato automaticamente. Prima ancora di aprire il negozio monomarca della Fox, il poster della Refaeli è stato per forza di cose rimosso. “Fox ha negozi in diversi insediamenti e sostiene l’occupazione da parte di Israele: è una vergogna che proprio mentre in Europa cresce il boicottaggio, ci siano degli imprenditori palestinesi che aiutano Israele a fare affari a Ramallah”, ha protestato il Comitato nazionale Palestinese, stando a quanto riportato da Repubblica in edicola oggi.

E quindi: lo slogan ‘Arrivo presto’ in calce al poster della top model non ha riscosso la reazione che i diretti interessati speravano. Ma c’è da dire che non è la prima volta che una campagna israeliana finisce male in Palestina. La stessa Repubblica, ad esempio, ricorda le proteste contro la catena Rami Levy Stores, nel mirino perchè vendeva cibo ai coloni israeliani.

Ma, più in generale, proteste contro modelle e marchi occidentali, si registrano anche in altre parti del vicino Oriente. Nella stessa Istanbul, presso la Yildiz Universitesi, non più tardi di un paio di mesi fa, degli studenti islamici protestarono in maniera vibrante per far cancellare un altro manifesto pubblicitario: ritraeva una modella in lingerie.