Dalle foto-shock della Millacci alla serrata di D&G a Milano, l’ombra della pubblicità utilizzata come vendetta sulle due notizie del giorno

Se una domanda sorge spontanea. Per entrambe le storie

di Giovanni Santaniello

Da dove iniziamo? Da Anna Laura Millacci che ha postato sul suo profilo Facebook delle foto col suo volto tumefatto. Accusa l’ex compagno, il cantante Massimo Di Cataldo, di averla picchiata più volte. Per la cronaca: la donna, se ha ritenuto opportuno divulgare gli scatti-shock, non ha ritenuto opportuno denunciare le violenze che ha raccontato in varie interviste ai carabinieri sporgendo regolare denuncia.

millacci
Anna Laura Millacci

Come proseguiamo? Con la serrata di Dolce & Gabbana a Milano: hanno chiuso con tanto di manifesto i loro store milanesi per tre giorni prendendosela con il Comune, reo di non aver preso posizione contro l’assessore D’Alfonso per il quale “non si dovrebbero dare spazi simbolo a marchi vip condannati per evasione fiscale”. Per la cronaca: D&G lo sono. A giugno, Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono stati condannati in primo grado a 20 mesi per omessa dichiarazione dei redditi.

Sono le due notizie del giorno: pagine di giornali (sui principali, gli stilisti ne hanno persino comprate due per spiegare la loro ‘indignazione’), servizi dei tg, commenti dei rotocalchi, social impazziti. Costituiranno senza dubbio gli argomenti su cui gli italiani dibatteranno sotto l’ombrellone lungo tutto questo week end e chissà per quanto ancora.

D&G

Una domanda, però, sorgerà spontanea in ogni conciliabolo, in ogni dialogo, in ogni commento. Una domanda che unirà le due notizie del giorno. E che, probabilmente, rimarrà senza risposta. E se Anna Laura Millacci, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, anziché vittime, fossero tutti uniti solo da una malsana sete di vendetta – non di giustizia – e per questo avessero pensato a un colpo di pubblicità, utilizzando l’una il proprio volto, gli altri il loro marchio, per un calcolato tornaconto personale?

Le tante donne maltrattate dai propri partner, una volta che decidono di reagire, per prima cosa, corrono a denunciare quanto subiscono alle forze dell’ordine o si fanno un book fotografico da mostrare sui social network? E poi: trovano così facile spiattellare tutto il loro dramma ai giornalisti?

I tanti imprenditori davvero vessati dal fisco si rimboccano le maniche, si fanno sentire nei luoghi deputati, o chiudono i loro esercizi per tre giorni e comprano due pagine di giornale spendendo migliaia di euro un mese dopo essere stati condannati per evasione?

Ps: Mentre scrivo, da Napoli l’assessore regionale e quello comunale al commercio (il Pdl Fulvio Martusciello ed Enrico Panini, della giunta di centrosinistra targata De Magistris) hanno prontamente invitato D&G (che hanno minacciato di restituire – rotto – l’Ambrogino d’oro che conquistarono) a lasciare la perfida Milano e a trasferirsi sotto al Vesuvio con la loro attività. Ecco: per quest’ultimi, non c’è nemmeno da chiederselo se sono andati a caccia di pubblicità.