Tiziano Scanferla: “Con Dinamica Channel racconto le emozioni dei motori”

L’editore veneziano dell’emittente: “Serve un colpo di acceleratore per uscire dalla crisi: più competitività del sistema Italia con meno tasse”

di Giovanni Santaniello

Evidentemente, trattando di auto, moto, nautica e aviazione, gli piace andare veloce e lavorare per superare (per primo) anche la crisi. Tiziano Scanferla è convinto di aver innescato la marcia giusta per l’obiettivo che si è dato rilanciando Dinamica Channel, il canale free del digitale terrestre (al 249) con un ricco palinsesto costituito da oltre 30 format incentrati sulla voglia di parlare (anche) di sport legati ai motori in modo competente, giovane e dinamico.

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Tiziano Scanferla

E quindi: piede pigiato sull’acceleratore. Scanferla è l’editore di questa nuova televisione. Quarantatrè anni, di Venezia, si è costruito una solida reputazione nel settore editoriale e pubblicitario di automobili, moto e camion attraverso le riviste AutoMotoSuperMarket, CamionSuperMarket, Cantierissimo&Carrellistica e i relativi siti Internet e social dedicati.

Dinamica Channel è il frutto della sua passione per i motori e i media oltre che della sua profonda conoscenza delle aziende che popolano questi due mondi. Ed è un frutto che condivide con un team affiatato di giornalisti che, come lui, ha fatto della passione per terra, cielo e mare il suo lavoro: Fabrizio Bovi, Matteo Bacci, Enzo Branda, Sergio Canobbio, Maria Vittoria Corà, Geo Gandolfo, Saverio Garaguso, Alberto Pitton e Max Temporali.

“C’è la crisi, è vero. Ma l’80% del tempo libero lo sa come si trascorre? Parlando di motori. Ecco, noi vogliamo essere sempre più una piattaforma capace di arricchire questo campo, con esclusive, approfondimenti, speciali. All’interno della programmazione, poi, abbiamo dedicato molta attenzione alle rubriche dedicate alla vendita di auto, moto e camion: parleranno dell’usato in modo unico e diverso dalle altre emittenti, diventando così un punto di riferimento, non solo per gli utenti, ma anche per le case automobilistiche che spesso non sanno come comunicare i loro programmi di vendita in questo settore”.

Scanferla è un fiume in piena quando parla della sua creatura: “Dopo 20 anni di lavoro incentrato su un prodotto editoriale cartaceo, è giusto da parte nostra metterci anima e corpo su questo nuovo progetto. Io ci credo fermamente. Anche perchè Internet ha cambiato il mondo”.

Anche un mercato in crisi come quello delle auto in Italia?

“Sì. Diciamo che il mercato delle quattro ruote soffre eccessivamente. Ma perchè negli ultimi anni ci si è fossilizzati a produrre 2 milioni di autovetture quando il mercato, al massimo, ne richiedeva 1,7 milioni. Andando avanti così, si è finito per drogare il mercato. E l’Italia, che si è fermata a 1,2 milioni di autovetture, soffre più degli altri Paeesi europei”.

Come se la passa, invece, il mercato delle motociclette?

“Anch’esso non certo bene. Ma, in questo caso, per capirne i motivi, basta dare un’occhiata ai listini: una moto da strada, oggi, costa 15-16mila euro, pari più o meno a 30 milioni delle vecchie lire. Beh, oggi come oggi, quanti ragazzi hanno la possibilità di affrontare questa spesa?”

Capitolo camion.

“E’ il capitolo dei paradossi: il 90% delle merci, in Italia, si trasporta su gomma. Ma vista la fiscalità altissima, tantissime aziende emigrano sempre più oltreconfine e quindi comprano lì anche gli automezzi”.

Sta dicendo che bisogna per forza di cose viaggiare a vista scalando di marcia?

“Beh,, diciamo che io ormai ho gli anticorpi. L’editoria è un comparto che viaggia con una restrizione annua del 30%. Quello dei mezzi di trasporto va giù al 20%. Per risalire la china serve recuperare competitività e quindi, prima di tutto, varare dei forti sgravi fiscali”.

E il mercato pubblicitario legato all’auto come se la passa?

“Se l’auto segna un -20%, quello della pubblicità del comparto fa lo stesso. Poi, noto che le case presentano in continuazione nuovi modelli, ingolfando il mercato. E un pò capita anche per la creatività degli spot. Ormai tutti si soffermano nell’esaltare funzionalità che fanno somigliare le auto più a sale giochi che a quelle che sono: mezzi di locomozione. Mi chiedo fino a che punto convenga veramente comunicare cose che per la stragrande maggioranza dei casi non verranno mai usati piuttosto che ben altre caratteristiche…”