Se la politica si scaglia contro la fuga all’estero del made in Italy d’eccellenza

Il j’accuse di Lorenzo Dellai (Scelta Civica): “Ognuno si assuma le proprie responsabilità. C’è chi sceglie di fare facili incassi”. Ma il caso (in controtendenza) della Diadora fa ben sperare

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L’ultimo caso è vecchio solo di 24 ore: La Averna, l’azienda di Novi Ligure proprietaria del marchio di cioccolatini Pernigotti, ha ceduto alle lusinghe del magnate turco Toksoz e fatto cassa. Il made in Italy, quindi, prende sempre più la strada dell’estero e mette in serio imbarazzo la politica. Se poi quest’ultima sia sincera nel suo dispiacere o versi lacrime di coccodrillo all’insegna della demagogia, ognuno se ne farà un’opinione.

dellaiFatto sta che le parole che spende a danno fatto sono queste: ”La continua cessione a stranieri di importanti realta’ produttive italiane, soprattutto nel campo della moda e dell’agroalimentare, fa emergere una spregiudicata voglia di ‘incassare’ piuttosto che di ‘investire’ da parte delle proprieta’ italiane. Un deficit di stima e di lealta’ verso l’Italia proprio in un periodo nel quale alla ‘povera gente’ e alla rete delle piccole imprese si chiede di stringere i denti per un futuro migliore”, dichiara il capogruppo di Scelta Civica alla Camera, Lorenzo Dellai.

A consolarlo, solo la notizia (in controtendenza) che la Diadora è tornata ad essere un marchio completamente italiano: “Ci ha restituito speranza”, confida il rappresentante del partito di Monti.

”In ogni caso – sottolinea Dellai – penso che sia giunto il tempo nel quale i richiami alla responsabilita’ non siano piu’ unidirezionali. Lo sviluppo non dipende dai sermoni che ci sentiamo propinare ogni santo giorno nei salotti televisivi o dalle frasi fatte, solitamente rivolte a mettere in luce le colpe degli ‘altri’, ma dalla fatica quotidiana di imprenditori, lavoratori e famiglie che non fanno notizia ma tengono ancora faticosamente in piedi questo Paese, mentre altri ne svendono un pezzettino alla volta alla volta per facili rendite”.