AGCM, SUPER MULTA A INA ASSITALIA

di Federico Unnia
I comportamenti posti in essere da Ina Assitalia consistenti nell’aver disdettato un elevato numero di polizze facenti parte di portafogli considerati a rischio sotto il profilo della redditività, il tutto avendo omesso di comunicare formalmente a numerosi consumatori l’intervenuta disdetta delle polizze e di consegnare loro la relativa attestazione sullo stato del rischio costituisce una pratica commerciale scorretta vietata dalle norme del codice del consumo. Motivo che ha spinto così’ l’Autorità garante della concorrenza e del mercato a infliggere una sanzione pecuniaria di 450mila euro. La decisione, assunta dall’Autorità su segnalazione di diversi consumatori, ha messo in evidenza come le condotte e le prassi seguite in diversi fasi della vita contrattuale possono essere valutati nell’ambito delle pratiche commerciali entrate in vigore nel 2007. I consumatori, ha stabilito l’Autorità al termine della sua istruttoria, lamentavano di essere venuti a conoscenza dell’avvenuta disdetta soltanto presso l’agenzia della compagnia di assicurazione, al momento del rinnovo della polizza, e di non aver ricevuto alcuna attestazione – nei termini previsti dalla legge – sullo stato del rischio. Una pratica commerciale ritenuta dall’Autorità contraria alla diligenza professionale ragionevolmente esigibile in base ai principi della correttezza e della buona fede che dovrebbero generalmente informare le attività di un operatore del settore assicurativo così importante come Ina Assitalia. Secondo l’Antitrust, la compagnia assicurativa in esame non si sarebbe dotato di un sistema in grado di verificare l’effettivo ricevimento delle disdette e degli attestati di rischio da parte di Poste Italiane, società cui l’assicurazione aveva dato mandato di inviare le necessarie comunicazioni. Da qui il giudizio complessivamente contrario alla condotta posta in essere da Ina Assitalia e la quantificazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di 400mila euro, con un’aggiunta di ulteriori 50mila euro in ragione del fatto che la società in oggetto nel 2010 era stata già sanzionata per un’altra pratica commerciale scorretta. Finita la partita avanti all’Antitrust resta aperta per Ina Assitalia la possibilità di impugnare il provvedimento avanti al tar del Lazio.