Sponsor per i tesori d’arte, la frenata del ministro Bray

Nei giorni in cui il Colosseo chiude per assemblea sindacale, l’esponente del Governo Letta avverte: “No a chi pensa esclusivamente al proprio tornaconto economico”

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Nei giorni in cui il Colosseo chiude per assemblea sindacale e lascia a marcire sotto al sole estivo di Roma migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, il ministro dei beni culturali Massimo Bray dà un bel colpo sul freno sull’apertura ai privati che vogliono sponsorizzare i monumenti e le opere d’arte a rischio.

brayIl rappresentante del Governo Letta sottolinea che occorre mettere in primo piano la valorizzazione di un bene culturale, non il suo sfruttamento commerciale: ”Chi pensa esclusivamente al proprio ritorno economico – dice – non trovera’ nel ministro un alleato ma un freno sicuro. E regole chiare glielo impediranno”

Ma, intanto, il sistema di tutela e di ‘sfruttamento’ sotto l’aspetto turistico e culturale del nostro patrimonio artistico è quello che è. E lo stesso ministro bussa s soldi: “Mi aspetto di avere le risorse per alcune priorita’. Innanzitutto la questione del personale, ridotto allo stremo. E poi interventi urgenti. Entro dicembre, devono partire i cantieri per Pompei”.

Con un’intervista concessa a Repubblica, Bray, in ogni caso, confida di essere ”convinto che il premier Letta voglia mettere al centro del programma di governo l’emergenza culturale”. Tant’è che il premier gli ha chiesto ”di preparare un piano di lavoro”. Oltre a Pompei, il ministro auspica di ”mettere in moto un sistema virtuoso sulle dimore borboniche intorno alla reggia di Caserta” e  di ”realizzare un archivio del Novecento, utilizzando una delle nostre caserme”.

Last but not least, sulla circolare che costringe direttori di musei, responsabili di siti archeologici e funzionari della soprintendenza a una scadenza triennale, Bray spiega che ”il linguaggio della normativa appare molto brusco”, ma assicura che ”tutti coloro che hanno lavorato bene resteranno al loro posto”. Sponsor o non sponsor.