Rai, Catricalà contro ‘Il Fatto’: “Nessun rischio Grecia’

Per il viceministro non esiste alcun pericolo di smantellamento per la tv pubblica italiana. Ma a maggio 2016 la Rai sarà priva della concessione per la gestione del servizio pubblico radiotelevisivo

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‘L’Italia non è la Grecia’. Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere in questi mesi? Bene. Da oggi una volta di più a proposito della tv di Stato. Contrariamente a quanto titola ‘Il Fatto Quotidiano’ in edicola oggi, non ci sarebbe alcun pericolo di smantellare (o, peggio, chiudere) la Rai.

Energia, servizi pubblici locali, telecomunicazioni
Antonio Catricalà

“Nessun rischio Grecia”, giura il viceministro allo Sviluppo economico Antonio Catricala’, in un’intervista a Radio Radicale.

Alla domanda se lo spettro greco faccia paura per la Rai, il rappresentante del Governo Letta si è sentito di rassicurare tutti: “Da noi questo rischio non c’e’ in alcun caso e devo dire che la nostra azienda e’ florida e nella maniera piu’ assoluta escludo possa esserci un pericolo come quello greco”.

L’allarme dell ‘Fatto Quotidiano’? ”Io non voglio commentare il titolo del ‘Fatto Quotidiano’ e neanche alcune illazioni contenute nell’articolo. Quello che e’ vero e’ che nel 2016 scade una concessione, la convenzione scade anche prima, ma il fatto giuridicamente rilevante e’ che a maggio 2016 la Rai e’ priva della concessione per la gestione del servizio pubblico radiotelevisivo. Quello che potra’ accadere appartiene al domani, noi pero’ dobbiamo preparare ogni eventualita”’.

”Io non credo che sia probabile che altri soggetti pubblici attrezzati come la Rai, in termini di competenze, di risorse, di frequenze e di potenza dal punto di vista trasmissivo possano coprire il servizio pubblico meglio di quanto non faccia la Rai – spiega Catricala’ -. Pero’ e’ chiaro che il Parlamento italiano potrebbe dire ‘vorrei che andasse al migliore tra tutti i possibili competitors’. Quello che noi possiamo fare e’ preparare il terreno”.

In che modo? “Oggi ha spiegato Catricalà – abbiamo la possibilita’ di fare una mini consultazione, anche limitata nel tempo, di soggetti estranei alla Rai e al circuito tradizionale di consultazione, ferme restando le competenze della commissione parlamentare di Vigilanza, sul contratto di servizio che stiamo andando a rinnovare. Questa potra’ essere poi una occasione e un banco di prova per sperimentare una consultazione piu’ vasta su quello che noi intendiamo debba essere il servizio pubblico”.

”Quello che noi vogliamo – sottolinea ancora Catricala’ – e’ avere un quadro conoscitivo il piu’ possibile chiaro da offrire a chi tra due o tre anni decidera’, potremmo essere noi o qualcun altro, ma comunque ogni decisione in questo campo passa per il Parlamento. Noi vogliamo avviare questa fase istruttoria e poi, d’accordo con la Rai, fare anche la larga consultazione, quella biennale, prima della scadenza della concessione”.

Infine, quanto alla necessita’ di una nuova legge, il viceministro l’ha messa così: ”Dobbiamo comunque intervenire sul termine perche’ nel maggio 2016 la concessione scade, e se scade questa concessione e’ evidente che se ci dovesse essere un rinnovo automatico dovrebbe comunque andare a legge, ma credo che il legislatore vorra’ avere necessariamente tutti gli elementi e probabilmente questa nostra consultazione potra’ essere di grande aiuto”.